A cura di Paolo Zanghieri, senior economist di Generali Investments

 

Paolo Zanghieri

Aggiorniamo significativamente le nostre previsioni di crescita degli Stati Uniti per il 2024, portandole dall’1,5% a un 2,1% superiore al consensus. L’anno scorso si è concluso con una domanda molto più forte del previsto, che si ripercuoterà nel primo trimestre.

La forte crescita dei redditi reali sta compensando l’affievolirsi del risparmio in eccesso nel guidare i consumi, mentre i solidi bilanci stanno attenuando l’impatto dei rendimenti più elevati sugli investimenti delle imprese.

Nella parte centrale dell’anno si dovrebbe assistere a una flessione piuttosto contenuta, seguita da una ripresa nel quarto trimestre grazie a condizioni finanziarie più favorevoli. Il tasso di disoccupazione dovrebbe raggiungere un picco di circa il 4,2% per allora. Mentre l’inflazione core PCE (Core Personal Consumption spending), dovrebbe continuare a moderarsi e terminare l’anno al 2,2% su base annua.

È improbabile che la Fed inizi a tagliare i tassi prima di maggio: la gradualità della flessione le consente di attendere dati certi sulla disinflazione. Prevediamo che il tasso sui Fed funds scenderà cumulativamente di 100 punti base quest’anno e raggiungerà la nostra stima dell’intervallo neutrale (2,75-3,0%) entro la fine del 2025.

Ci aspettiamo che la Fed riduca il quantitative tightening (QT) in primavera e lo interrompa all’inizio del 2025.

 

 


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