
La Fed rimarrà paziente e non reagirà eccessivamente alla recente volatilità, temporeggiando per tutto il 2021 e oltre. Jason England, global bonds portfolio manager di Janus Henderson Investors
Gli ultimi dati confermano la corsa al rialzo dell’inflazione Usa. Secondo le vostre stime dove potrebbero spingersi i rendimenti del Treasury decennale nei prossimi mesi?
Riteniamo che il recente picco dell’inflazione negli Stati Uniti sia temporaneo e non avrà un effetto duraturo. Il balzo dell’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti era ampiamente previsto a causa del modesto effetto base dovuto al crollo di un anno fa.
Uno sguardo più attento ai numeri mostra che la maggior parte del grande guadagno è avvenuto in un paio di aree maggiormente colpite dalla pandemia. Grazie ad un piano vaccinale su larga scala, l’economia statunitense ha proseguito il processo di riaperture, determinando un aumento dei prezzi degli eventi sportivi (10,1%), dei biglietti aerei (10,2%) e delle camere d’albergo (8,8%), poiché più persone partecipano a questi eventi e tornano a viaggiare, dopo il fermo dello scorso anno.
Abbiamo visto grandi guadagni anche nei settori impattati dalla carenza di semiconduttori, quali ad esempio l’aumento dei prezzi dei computer (5,1%) e dei prezzi delle auto usate (10%). Al di fuori di questo genere di guadagni, le tendenze di fondo dell’inflazione sono state più moderate ed è per questo che i funzionari della Federal Reserve non hanno reagito in maniera eccessiva davanti a un mese di dati volatili.
Il “reflation trade” negli Stati Uniti ha raggiunto il picco sui tassi un po’ in anticipo, dato che lo abbiamo visto prezzato sui mercati durante il primo trimestre del 2021, con il rendimento del Treasury USA a 10 anni che è aumentato di oltre 80 punti base, passando dallo 0,91% di inizio anno al picco dell’1,74% a fine marzo.
Dopo un certo consolidamento nel mercato, il Treasury USA a 10 anni si è stabilizzato in un nuovo range e riteniamo che nei prossimi mesi si muoverà in base ai dati pubblicati durante i mesi estivi, man mano che gli Stati Uniti continueranno con la politica di riapertura e gli effetti di base si attenueranno.
Anche se la tendenza a lungo termine è ancora verso un rialzo dei tassi, la natura transitoria dei recenti dati sull’inflazione dovrebbe mantenere i tassi tra l’1,50% e l’1,70% sul Treasury USA a 10 anni. Questo ci porta a pensare che la Fed rimarrà paziente e non reagirà eccessivamente alla recente volatilità, temporeggiando per tutto il 2021 e oltre.

Per un investitore europeo che voglia incrementare gradualmente la propria esposizione ai titoli di stato Usa, quali indicazioni ritenete opportune in termini di duration, tipologia di titoli (tasso fisso o legati all’inflazione) ed esposizione al rischio di cambio?
Riteniamo che il punto ottimale della curva dei Treasury statunitensi sia la parte anteriore che mantiene la duration più corta: con la Fed in attesa per il prossimo futuro che mantiene questa parte della curva ancorata, sarà meno volatile rispetto alla parte posteriore della curva dei Treasury.
Il recente irripidimento della curva dei Treasury delle obbligazioni a brevissima scadenza a quelle con scadenze a tre e cinque anni consente ai titoli in scadenza di avere il potenziale di generare rendimenti rotolando lungo la curva mentre sono più isolati dalla volatilità dei tassi.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

