Borse asiatiche positive stamane, con l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo che ha chiuso la sessione in rialzo del 2,41%. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

Il rimbalzo della Borsa nipponica arrriva dopo il crollo di venerdì scorso di quasi il 4% sui timori di un brusco ritorno dell’inflazione negli Usa. Su guarda ai dati macroeconomici cinesi che, sebbene in rallentamento, hanno confermato l’espansione dell’attività economica del paese. Il PMI manifatturiero della Cina si è attestato a 50,6 pts, sotto i 51,1 attesi ed i 51,3 precedenti, ma sopra i 50 pts e quindi conferma la fase di espansione dell’attività economica della Cina. Il Pmi non manifatturiero è sceso a 51,4 pts dai 52,4 punti di gennaio e i 52,1 punti attesi. La borsa di Shanghai balza di oltre l’1%, Hong Kong +1,47%, Sidney +1,74%, solo Seoul in forte calo (-2,80%).

Wall Street contrastata venerdì

Wall Street ha chiuso contrastata venerdì, con il Dow Jones è sceso dell’1,50% mentre lo S&P 500 ha perso lo 0,48%. Ha recuperato solo una minima parte del terreno perso nella seduta precedente il Nasdaq, in salita dello 0,56%. Il boom dei tassi decennali, che giovedì sono volati anche sopra la soglia dell’1,6%, al record dal febbraio del 2020, ha portato gli investitori a puntare sul reflation trade, smobilizzando sia le azioni che i titoli di Stato Usa. I timori di un brusco ritorno dell’inflazione negli Usa sono stati smorzati anche dalla pubblicazione dei dati relativi ai redditi personali e le spese per consumi. Sul fronte corporate, focus sui titoli delle Big Tech, colpiti giovedì da forti sell off: Alphabet (+0,30%), Facebook (+1,15%), e Tesla (-0,99%). Apple (+0,22%) ha visto le proprie quotazioni soffrire un tonfo superiore al 15% nell’arco dell’ultimo mese.

Eurozona: PMI manifatturiero febbraio

In Area Euro la prestazione dell’attività manifatturiera è stata forte a febbraio, le cui condizioni infatti sono migliorate al tasso maggiore in 3 anni. E’ ciò che emerge dall’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona, che a febbraio ha raggiunto 57,9 pts, in salita dai 54,8 di gennaio e migliore della precedente stima flash. Con la sola esclusione della Grecia, dove il rispettivo Pmi è scivolato appena al di sotto di 50 pts, la ripresa della crescita manifatturiera osservata a febbraio è stata generale, con tutte le nazioni che hanno registrato Pmi più alti rispetto a quelli di gennaio (Italia 56,9 pts, Francia 56,1 e Germania 60,7). Qualche notizia positiva arriva dal fronte occupazionale, con il livello generale del personale in aumento per la prima volta in quasi 2 anni e con solo la Spagna che ha riportato un netto crollo dell’occupazione.

Petrolio in rialzo

I prezzi del petrolio ampliano i guadagni dopo il primo via libera al piano di aiuti all’economia Usa in un quadro tuttavia che vede un tetto ai guadagni dopo il Pmi cinese di febbraio. Il futures sul Brent guadagna l’1,70% a USD 65,50 il barile, stessa percentuale al Nymex per il il Wti Usa a USD 62,60.

Euro Dollaro a 1,2090

Divise ad alto rendimento in rialzo sul dollaro sulla scia di una pausa, almeno temporanea, nel forte sell-off che ha riguardato i mercati obbligazionari. Il cambio euro/dollaro vale 1,2090, in rialzo dello 0,1%, dollaro/yen a 106,54 ed euro/yen a 128,77.

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Redazione

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