Maria Paola Toschi, global market strategist di J.P. Morgan Asset Management, ha presentato l’outlook per il 2024

Il 2023 si sta chiudendo con una crescita più resiliente delle attese e un mercato finanziario che ha riservato soprese positive sul lato azionario, mentre la componente obbligazionaria ha mostrato maggiore volatilità. Alle soglie del nuovo anno, il contesto si presenta ancora solido, con un’inflazione in calo, ma tutto ciò, come ha sottolineato di Maria Paola Toschi, global market strategist di J.P. Morgan Asset Management (J.P. Morgan Am), non basta ad abbracciare la tesi di un atterraggio morbido dell’economia. Ciò è quanto emerso l’11 dicembre alla presentazione dell’outlook 2024.

Tenuta dell’economia….sino a ora

Secondo J.P. Morgan Am , i segnali positivi, provenienti soprattutto dagli Stati Uniti, delineano uno scenario in cui l’aumento consistente e ravvicinato dei tassi d’interesse non sembra aver scalfito l’attività economica e la disoccupazione è decisamente sotto controllo. Le ragioni di ciò vanno ricercate nella tenuta del reddito delle famiglie che, come accaduto per le imprese, avevano rifinanziato il proprio debito a tassi fissi e particolarmente contenuti. Il fenomeno è stato visibile negli Usa, ma anche in Europa. Inoltre, nel Vecchio continente, la crisi energetica ha avuto ricadute negative più contenute di quanto temuto, grazie anche alle iniziative intraprese dall’Unione europea, incidendo così in misura inferiore sul rallentamento delle attività. Anche le politiche fiscali, molto generose durante la pandemia, non hanno smesso la loro funzione di stimolo e hanno continuato a essere espansive, soprattutto nei settori più critici. Ciononostante, si cominciano a intravedere segnali di deterioramento: i nuovi entrati nel mercato dei mutui in America non godono più di tassi appetibili, i consumi in Europa hanno già subito una frenata, la politica fiscale potrebbe avere dei limiti a causa dell’aumento dell’indebitamento pubblico e il rifinanziamento delle aziende diventerà gradualmente più caro.

Più resistente, da qui in poi, il calo dell’inflazione

L’indice dei prezzi al consumo è sceso molto, soprattutto per quanto riguarda la componente da beni, ma quella relativa ai servizi presenta maggiori difficoltà, nonostante J.P. Morgan Am ritenga che la forza del mercato del lavoro si stia piano piano stabilizzando. Le dinamiche dell’inflazione rimangono ancora complesse e da interpretare perché assommano, al loro interno, andamenti contrastanti. Per il 2024 le attese sono che le banche centrali manterranno i tassi invariati durante il primo semestre, perché l’asset manager ritiene che sia troppo presto per dichiarare vinta la lotta all’inflazione e che non saranno annunciati tagli dei tassi per prevenire un indebolimento dell’economia. Per tale ragione, se ne attende una riduzione più in là di quanto il mercato non preveda, ma che potrebbe alla fine essere anche di maggiore entità.

“Back to bond” ancora valido

J.P. Morgan Am nutre maggiore fiducia che i tassi d’interesse a breve e lungo termine abbiano toccato il picco e che gli investitori debbano cogliere l’opportunità per assicurarsi i rendimenti del reddito fisso di qualità, in particolare in titoli governativi core. Nei mercati delle obbligazioni societarie, poiché sta per presentarsi il muro del rifinanziamento a tassi più elevati, viene preferito il comparto Ig rispetto a quello Hy.

Focus sui margini delle aziende

Vista l’incertezza che pesa sul prossimo anno, in termini relativi, la lettura del quadro azionario appare più complessa rispetto a quello del credito. Viene quindi consigliato un approccio diversificato a livello regionale, puntando in particolare modo sulle azioni di qualità più elevata: bilanci robusti, management team collaudato e maggiore capacità di tutelare i margini. Complessivamente, le valutazioni di questa asset class vengono considerate ragionevoli.

Strategie mirate per rischi mirati

La correlazione negativa tra bond ed equity è vista meno stabile nel futuro e, per tale ragione, l’asset manager suggerisce la necessità di una maggior diversificazione che protegga i portafogli dal rischio di shock da inflazione. In questo senso, l’asset manager ritiene che gli attivi reali, quali le infrastrutture private, possano svolgere un ruolo maggiore nei portafogli.


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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav