È questo il titolo della presentazione dell’outlook di metà anno presentato alla stampa da Maria Paola Toschi, global market strategist di J. P. Morgan Asset Management (J.P. Morgan Am) lo scorso 2 luglio.
Il messaggio di fondo è che, in un contesto di crescita globale robusta, sarà sempre più necessario cercare valore nel mercato, guardando oltre l’imminente per identificare le opportunità presenti.
UN FORTE PRIMO SEMESTRE
Il primo semestre dell’anno, secondo l’asset manager, è stato favorevole ai mercati azionari e ai risky asset in generale. Tale predominanza è sostanzialmente attribuibile a un livello della crescita economica superiore alle attese, nonostante le politiche monetarie delle principali istituzioni centrali non abbiano conosciuto dei drastici cambiamenti.

Nell’ultimo periodo, inoltre, si sta assistendo a una convergenza dell’andamento dell’economia, con gli Stati Uniti che stanno mostrando qualche segnale di moderazione, mentre l’Europa sta offrendo segnali di maggiore forza, soprattutto nel settore dei servizi. L’Asia, dal canto suo, continua a contribuire positivamente alla crescita globale.
Nel caso specifico degli Stati Uniti, J.P. Morgan Am sottolinea che tale contesto relativamente ottimista si è realizzato grazie a politiche fiscali che continuano a essere espansive e sostenere un mercato del lavoro con la disoccupazione stabilmente sotto il 4%.
L’elevato disavanzo pubblico per un’economia florida ha alimentato l’eccezionale espansione e, nonostante vi sia stato un decumulo dei risparmi delle famiglie americane, i consumi sono attesi rimanere solidi grazie alle politiche migratorie che hanno permesso flussi in entrata nel Paese e contribuito alla crescita della forza lavoro. Infine, le politiche commerciali non hanno subito drastici cambiamenti dal precedente mandato di Trump. Le prossime elezioni presidenziali, sempre secondo l’asset manager americano, potrebbero portare a dei cambiamenti all’interno degli ambiti citati.
La tenuta dell’Europa, con la sua moderata ripresa, viene invece ascritta alla maggiore prudenza delle famiglie nei confronti dei loro risparmi e alla crescita dei salari che favorisce la ripresa dei consumi in un mercato del lavoro che presenta dinamiche simili a quelle americane, seppure con delle differenze regionali, e il contributo che, pur con tutti i rallentamenti del caso, continua ad arrivare dal Recovery Fund. In merito allo scenario politico post elezioni europee e al confronto in atto in Francia, J.P. Morgan Am non si attende particolari ripercussioni: il quadro europeo, in particolare di Eurozona, è complessivamente solido, tale da non aprire spiragli per crisi future.
INFLAZIONE NON ANCORA PROSSIMA AL TARGET
In generale, si attende che l’inflazione dei servizi rimanga elevata ed è possibile che questa condizione sia destinata a protrarsi, in attesa che una minore crescita salariale raffreddi l’indice dei prezzi al consumo. Su questo tema, nello specifico, è stata rimarcata la necessità di cogliere le opportunità che il mercato offre, piuttosto che porsi con un atteggiamento attendista rispetto a quando le Banche centrali decideranno di tagliare i tassi d’interesse.
Proprio per l’incertezza legata a questa tempistica e alla possibilità che i livelli di inflazione rimangano più elevati rispetto al target, J.P. Morgan Am sottolinea l’importanza del ruolo del mercato azionario nel rendere più resilienti i portafogli rispetto all’inflazione, insieme agli investimenti anche negli asset privati.
PROSPETTIVE PER BOND ED EQUITY
Per l’asset manager il quadro dei fondamentali relativi al mercato azionario rimane ottimista, ma sarà importante diversificare i portafogli, guardando oltre i “magnifici sette”, in quanto il cambiamento del quadro economico favorisce un ampliamento dei rendimenti. Il divario che si è venuto a creare tra la borsa americana e le altre ha raggiunto livelli estremi e, per tale ragione, viene rimarcato lo sconto cui tratta il mercato europeo e quello cinese e l’attrattività di questi ultimi.
Ciò nonostante, poiché a priori non vengono fatte scelte né di stili d’investimento, né di natura regionale e settoriale, viene rimarcata l’importanza di operare scelte selettive che possano generare valore per il portafoglio. I rendimenti obbligazionari sono aumentati rispetto a inizio anno, continuando a offrire valore.
In un contesto di tassi d’interesse più alti più a lungo potrebbe modificare la fonte dei rendimenti del reddito fisso, con cedole più solide e minore dipendenza dalle plusvalenze. Il rendimento cedolare resta quindi la componente più allettante; la rivalutazione del capitale arriverà quando sarà più chiara la volontà di abbassare i tassi d’interesse.
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

