Il team di Vontobel ha presentato il suo outlook per l’anno prossimo. Le attese sono per un soft landing e buone opportunità in ambito bond ed equity

Secondo quanto evidenziato dall’outlook per il 2024 di Vontobel il 2024 potrebbe portare la recessione paventata un po’ da tutti gli analisti e gli investitori l’anno passato.  Gianluca Ungari, Head of Portfolio Management Italy di Vontobel sottolinea infatti che” A sostenere la domanda globale sono stati soprattutto i consumatori americani, che a differenza de loro omologhi cinesi ed europei hanno riportato il trend di crescita delle spese delle famiglie ai livelli  pre-covid. A sua volta ciò è stato sostenuto da una politica fiscale molto espansiva che ha compensato gli effetti della diminuzione della liquidità fornita dalle banche centrali. Tutti i nostri indicatori però continuano a identificare una forte probabilità di contrazione che dovrebbe iniziare il secondo trimestre del 2024”.

In effetti le varie grandezze identificate da Ungari, dall’inversione della curva dei Treasury al rialzo dei tassi all’aumento della disoccupazione dai minimi, tendono a dispiegare i propri effetti con un ritardo di 1-2 anni dal loro inizio. Pertanto siamo ancora all’interno di tale finestra temporale, che inoltre si è probabilmente allungata grazie anche agli stimoli del Governo Usa. E’ probabile peraltro che la prossima recessione sarà piuttosto lieve, anche perché i dati sull’inflazione appaiono incoraggianti. Si tratta di un’evoluzione che ovviamente fa ben sperare per quanto riguarda la politica monetaria di BCE e Fed.

Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, Mondher Bettaieb-Loriot, Head of Corporate Bonds Vontobel rimane ottimista sull’andamento strutturale dei prezzi:” La produttività sta di nuovo accelerando grazie alla diffusione dell’intelligenza artificiale, dopo un decennio di crescita modesta. E’ vero che l’invecchiamento della popolazione riduce l’offerta di lavoro, al tempo stesso però esso genera anche una minore domanda di beni e servizi. Complessivamente dunque non vediamo ragioni per cui l’inflazione debba rimanere a lungo al di sopra del target delle Banche Centrali”.

In un simile contesto ovviamente le prospettive per quanto riguarda l’investimento in reddito fisso, se accompagnato da un accurato processo di selezione, appaiono più che discrete. Il mercato azionario pure presenta buone opportunità soprattutto in ambito quality, in un ambiente che dovrebbe tornare a essere meno ossessionato dalle mega-cap tecnologiche.


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Boris Secciani

Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.