Usa: in arrivo dati su disoccupazione e prezzi alla produzione

Apertura in calo per le borse europee. La Borsa di New York ha chiuso la seduta in deciso calo dopo la pubblicazione del dato sull'inflazione. Alitalia: approvati dall'EU aiuti per EUR 12,8 mln. Aggiornamento sui mercati a cura di UniCredit

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Sul fronte macro l’agenda di oggi non è particolarmente ricca di spunti. Tra i dati
da seguire le nuove richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione e i
prezzi alla produzione in arrivo dagli Usa. Sempre sul fronte americano, nella
serata italiana la banca centrale messicana si pronuncerà sui tassi, attesi fermi
al 4%.

Banca d’Italia pubblica invece i dati sui depositi, impieghi, sofferenze
bancarie di marzo e sui titoli di Stato italiani detenuti da banche operanti in Italia
a fine marzo. Dalla Germania sono attesi i dati relativi all’indice dei prezzi
all’ingrosso di aprile.

La Fed ha ribadito nuovamente di ritenere che l’attuale impennata dei prezzi
avrà natura transitoria. Il vicepresidente Richard Clarida ha sottolineato ieri che
in caso l’aumento fosse persistente la banca centrale utilizzerà tutti gli strumenti
a sua disposizione per frenarlo. Il banchiere ha aggiunto che è presto per una
riduzione degli acquisti di bond e più in generale del supporto all’economia,
rimarcando che, nonostante dati macro forti e in parte sorprendenti, la Fed non
cambierà i suoi piani.

Sul fronte italiano, la Commissione Europea ha comunicato ieri di aver
approvato aiuti per EUR 12,8 mln stanziati dall’Italia a favore di Alitalia per
compensare la compagnia aerea delle perdite subite durante la pandemia di
coronavirus. Si tratta della quarta autorizzazione di sussidi per Alitalia che la
Commissione ha approvato dall’inizio della pandemia.

Dollaro forte ed euro in calo, con il cambio euro/dollaro a quota 1,20 dollari. Il
dollaro si attesta a 109,60 yen, dopo aver toccato un massimo di cinque
settimane a 109,78 e ben lontano dal minimo di questa settimana di 108,34, e il
cross euro/yen è a 132,49.

I prezzi del petrolio si sono allontanati dai massimi di due mesi. Il futures sul
Brent perde l’1,30% a 68,45 dollari al barile, mentre al Nymex il Wti Usa è in in
calo della stessa percentuale a USD 65,25.

Stamane il Bund future giugno ha aperto in calo di 9 bp a 168,85, il Btp future
perde 9 bp a 145,76. Lo spread Btp/Bund riparte da 111 pts, con il rendimento
del nostro Btp decennale allo 0,98%. Il Tesoro offre tra i EUR 2,5-3 mld con la
quinta tranche di BTP con scadenza 15/4/2024, cedola zero; EUR 4-4,5 mld di un
nuovo BTP con scadenza 15/7/2028, cedola 0,50%; EUR 1,25-1,75 mld con la
quarta tranche BTP scadenza 1/9/2051, cedola 1,70%.

Apertura in calo per le borse europee, con Piazza Affari e i principali indici
EU che perdono circa l’1% nelle prime battute. In ribasso i titoli bancari
insieme a quasi tutti gli altri titoli dell’indice Ftse Mib. In rialzo solo Diasorin, di
poco al di sopra la parità.

Chiusura in calo per le borse asiatiche con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo
che ha chiuso in ribasso del 2,49%. Negative anche Hong Kong a -1,30% e
Shanghai a -1,05%. Seoul perde l’1,25%, negativa anche Sidney con un calo
dello 0,88%. In Cina la People’s Bank of China ha comunicato che la massa
monetaria M2 di Pechino è cresciuta in aprile dell’8,1% annuo, in ulteriore
rallentamento rispetto al progresso del 9,4% di marzo. In Giappone, le partite
correnti a marzo si sono attestate a JPY 2.650 mld contro attese per JPY 2.796
mln. Sempre sul fronte giapponese, l’Ufficio di Gabinetto nipponico ha
comunicato il dato relativo all’Economy Watchers corrente, sondaggio che
determina la fiducia tra i lavoratori in Giappone in relazione all’attività
economica, che segna in aprile un ribasso a 39,1 pts dai 49,0 di marzo.

La Borsa di New York ha chiuso la seduta in deciso calo dopo la
pubblicazione del dato sull’inflazione che ha alimentato i timori sul possibile
incremento dei tassi da parte della Fed. Il Dow Jones ha perso l’1,99%, l’S&P
500 il 2,14% ed il Nasdaq Composite il 2,67% con forti vendite sul comparto
tecnologico. Tra i titoli in evidenza Electronic Arts a -1,20%. Il produttore di
videogame ha comunicato per il quarto trimestre del suo esercizio profitti netti
crollati da USD 418 mln a USD 76 mln. Nei tre mesi allo scorso 31 marzo il
colosso californiano ha registrato un declino dei ricavi da USD 1,39 a 1,35 mld.
Gap a -8,10%. Il gruppo di abbigliamento riparte con il buyback da USD 1 mld
annunciato nel febbraio 2019.

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