A cura di Stephen Kane, CFA, Generalist Portfolio Manager, Jamie Patton, Specialist Portfolio Manager and Co-Head of Global Rates, TCW

La Fed ha iniziato il suo percorso di allentamento dei tassi, con un taglio iniziale di 50 punti base nella riunione di settembre, il primo da oltre quattro anni. Mentre ci prepariamo all’atterraggio, gli operatori di mercato si interrogano su alcune questioni chiave: quanto durerà e quanto veloce sarà la discesa, ossia quale sarà il ritmo dei tagli dei tassi e quale sarà il tasso finale dei Fed Funds. Quanto sarà morbido l’atterraggio: ci sarà una recessione o un lieve rallentamento?

Cosa ha scontato il mercato

Jamie Patton

Diamo un’occhiata a ciò che il mercato ha scontato. I prezzi dei titoli azionari e gli indici sono vicini ai massimi storici, gli spread sono ridotti e l’accesso al credito rimane solido.

La volatilità è storicamente bassa e i futures sui Fed funds, che riflettono le aspettative del mercato, suggeriscono tagli costanti fino al 2025, a un livello finale compreso tra il 3,00% e il 3,25%. Si tratta di uno scenario di “soft landing” accolto positivamente dal mercato.

Pur sperando che le previsioni del mercato siano corrette, in qualità di gestori obbligazionari value, ci affidiamo all’analisi economica imparziale. La nostra analisi mostra che questo ciclo post-pandemico rispecchia i cicli passati, in cui l’aumento dei costi dei finanziamenti porta a un rallentamento dei consumi e degli investimenti, riducendo così la domanda di beni e servizi e innescando un aumento della disoccupazione. Questa dinamica negativa che si autoalimenta, in cui l’indebolimento dei consumi porta a una minore domanda di lavoro, comporta un aumento della disoccupazione.

L’aumento dei prestiti per l’acquisto di automobili e delle insolvenze delle carte di credito, il rallentamento delle vendite al dettaglio e i tagli dei prezzi da parte dei principali rivenditori sono tra i principali indicatori dell’indebolimento dell’economia, nonostante i modesti tagli dei tassi.

Prevediamo un atterraggio meno morbido, rispetto a quanto previsto dal mercato, con un ciclo di taglio dei tassi più apprezzabile e un tasso finale più basso. Ciò dovrebbe tradursi in un calo dei prezzi delle azioni e in un aumento degli spread. Inoltre, le imminenti elezioni americane potrebbero introdurre della volatilità, che non si è ancora del tutto manifestata nelle aspettative del mercato.

Pertanto, manteniamo la nostra strategia, puntando su long duration, concentrandoci sulla parte anteriore della curva dei rendimenti e mantenendo un posizionamento difensivo sul corporate credit, privilegiando al contempo gli asset cartolarizzati di alta qualità. Questo posizionamento ha dato i suoi frutti con la sovraperformance negli ultimi due trimestri e riteniamo che continuerà a proteggere i portafogli dei nostri clienti dalle turbolenze imminenti.

Turbolenze elettorali: cosa c’è in serbo per i tassi

Il terzo trimestre del 2024 ha avuto i suoi alti e bassi. I timori iniziali di una seconda impennata dell’inflazione negli Stati Uniti sono svaniti e sono iniziati i tagli dei tassi nel Regno Unito, nell’area euro e negli Stati Uniti. A parte il Giappone, i rendimenti obbligazionari dei mercati sono scesi e le curve dei rendimenti si sono irripidite in tutto il mondo durante il terzo trimestre, guidate dagli Stati Uniti. Il dollaro si è ampiamente indebolito, come previsto in questa fase del ciclo.

Steve Kane

Negli Stati Uniti, il mercato del lavoro ha continuato a mostrare segni di rallentamento.

Una serie di indicatori mostra un indebolimento del mercato del lavoro, quali le dimissioni e i posti di lavoro vacanti nel Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS), l’indice trimestrale del costo dell’occupazione, la media variabile a tre mesi della crescita dell’occupazione e un cupo sondaggio della National Federation of Independent Business (NFIB) sulle intenzioni di assunzione delle piccole imprese. La cosa più preoccupante è che il tasso di disoccupazione negli Stati Uniti è salito di 80 punti base rispetto ai minimi.

Con l’avvio dell’ultimo trimestre del 2024, il mercato monitorerà attentamente i consueti dati economici e i discorsi dei governatori della Federal Reserve per individuare eventuali segnali di un cambiamento nel loro modo di pensare. Con altri due incontri in programma per il 6-7 novembre e il 17-18 dicembre, queste sessioni potrebbero rivelarsi fondamentali per definire le indicazioni future. L’approccio della Fed ai tagli dei tassi, all’inflazione e alla crescita economica rimarrà un fattore cruciale per il sentiment del mercato.

Tutti gli occhi saranno puntati sulle elezioni presidenziali americane. È improbabile che l’effetto di un cambio di amministrazione abbia un impatto significativo sul mercato dei tassi. Al contrario, il nostro posizionamento rimane guidato dall’indebolimento delle prospettive macroeconomiche, con particolare attenzione alla pubblicazione dei dati economici e alle comunicazioni della Fed.


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Redazione

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