Valute asiatiche emergenti: buone performance vs Usd

CNY: attese in calo per il Renminbi

Abbiamo abbassato le nostre previsioni per lo yuan in modo da riflettere il rischio di un aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina. Ma crediamo ancora che la valuta si apprezzerà moderatamente rispetto al dollaro nella restante parte dell’anno qualora queste nuove tensioni non si traducano in un nuovo ciclo di dolorose restrizioni commerciali. In primo luogo, la Cina si sta già riprendendo dalla storica contrazione del primo trimestre grazie al controllo massiccio (e finora riuscito) della sua curva dei contagi da Covid-19.

La riapertura dell’economia del Paese è pienamente in corso, con molti indicatori chiave giornalieri per i servizi e l’industria che hanno toccato i livelli del 2019.

In secondo luogo, sia gli Stati Uniti sia la Cina hanno mostrato un certo grado di moderazione per quanto riguarda le restrizioni commerciali che i due Paesi hanno introdotto per colpirsi reciprocamente. Gli Stati Uniti non hanno reintrodotto dazi aggiuntivi sui prodotti cinesi, anche se hanno implementato nuove restrizioni su specifiche aziende, come ad esempio Huawei. Nel frattempo, la Cina ha ribadito il suo impegno per gli acquisti delle operazioni di “fase 1”- Ha anche mantenuto stabile il valore dello yuan rispetto al dollaro. In terzo luogo, recentemente la ritrovata calma del Paese e i tassi onshore relativamente più elevati hanno portato a un maggior afflusso di capitali stranieri. E Pechino ha aggiunto modesti stimoli, eliminando del tutto i sistemi quota per gli investitori istituzionali stranieri.

Vasileios Gkionakis, Head of FX Strategy, Banque Lombard Odier & Cie SA

Rischi di questa view:

Il rischio più importante da monitorare prima delle elezioni presidenziali americane sarà rappresentato da qualsiasi escalation delle tensioni con gli Stati Uniti che porti a restrizioni punitive in tema commerciale e di investimenti per la Cina.

Rupia indiana: il peggio è passato ma il percorso è pieno di insidie

Riteniamo che per la rupia indiana il peggio sia passato. Ma il percorso di ripresa della valuta sarà pieno di insidie. Ci aspettiamo un leggero apprezzamento rispetto al dollaro prima della fine dell’anno. In primo luogo, la capacità dell’India di affrontare le eccezionali sfide poste della pandemia di Covid-19 è fondamentalmente limitata dalla fragili infrastrutture sanitarie pubbliche. Se da un lato il Paese ha iniziato a ridurre le misure di lockdown punitive su base distrettuale, dall’altro ci vorrà un po’ di tempo prima che l’economia riapra completamente senza incorrere nel rischio di una grave seconda ondata di contagi. In secondo luogo, il Paese dipenderà fortemente dalle decisioni della Reserve Bank of India per quanto riguarda le misure di stimolo in corso, dato che la flessibilità fiscale del governo resta limitata.

La cautela del governo, guidata dalla preoccupazione per il crollo della riscossione delle imposte, imporrebbe alla banca centrale l’onere di fungere da stabilizzatore dell’economica.

In terzo luogo, il settore bancario indiano resta vulnerabile a un ulteriore deterioramento dei suoi portafogli di prestiti in quello che è il peggior rallentamento mai registrato dal Paese. Fortunatamente, i prezzi delle commodity persistentemente bassi riusciranno a controbilanciare le performance della rupia.

Rischi di questa view:

Una seconda ondata di contagi rappresenterà il rischio più importante per la performance della rupia nel 2020. Anche la fragilità del settore bancario e le oscillazioni dei prezzi delle materie prime industriali rimarranno i rischi principali per la valuta.

Won coreano: Approccio modestamente costruttivo

Adottiamo un atteggiamento modestamente costruttivo sul won coreano, anche se le tensioni commerciali USA-Cina potrebbero limitarne la forza nella seconda metà del 2020. In primo luogo, la Corea ha contenuto l’epidemia di Covid-19 in modo piuttosto efficace. E ora è ben posizionata per poter introdurre un allentamento delle misure restrittive ancora in vigore per le attività economiche.

Questo dovrebbe consentire al Paese di iniziare a registrare una ripresa nel secondo trimestre, a differenza di molte sue controparti dell’OCSE.

In secondo luogo, le elezioni dell’Assemblea Nazionale di aprile hanno visto una vittoria storica del partito al governo del Presidente Moon, offrendo così maggiori prospettive di un uso più aggressivo della politica fiscale nei prossimi due o quattro anni. In terzo luogo, la Bank of Korea (BOK) potrebbe allentare ulteriormente la politica monetaria. Ma la decisione di non procedere con ulteriori tagli dei tassi suggerisce fortemente che l’élite politica di Seoul preferisce utilizzare la politica fiscale e non la quella monetaria come strumento di stabilizzazione economica. Questa cautela riflette probabilmente le preoccupazioni per le pressioni statunitensi sulla persistente debolezza della valuta, i tassi inferiori allo zero e i prezzi degli immobili nelle principali aree metropolitane. Tutto ciò indica che il BOK continuerà a essere relativamente moderata per quanto riguarda le misure di allentamento monetario.

Rischi di questa view:

Un inatteso (seppur improbabile) spostamento dell’attenzione dei policymaker verso l’allentamento monetario potrebbe mettere sotto pressione il won coreano che ultimamente ha riportato performance sideway. Il Paese resta vulnerabile alla disputa commerciale USA-Cina e al rischio geopolitico con la Corea del Nord.

Dollaro di Taiwan: ben posizionato

Il dollaro di Taiwan è la nostra prima scelta nei mercati emergenti asiatici, in quanto presenta dei ben noti punti di forza. In primo luogo, le risposte di Taiwan in materia di salute pubblica all’epidemia di Covid-19 hanno avuto un successo spettacolare. Il Paese può pensare alla riapertura in maniera più sicura rispetto della maggior parte delle controparti. In secondo luogo, la moneta è sostenuta da uno dei sistemi più solvibili al mondo, con crediti netti su attività estere, riserve valutarie e saldo con l’estero, tutti molto elevati in percentuale del PIL. In terzo luogo, il Paese potrebbe beneficiare della combinazione dei flussi di rimpatrio delle compagnie di assicurazione ramo vita. E del recupero dei flussi azionari nella seconda metà del 2020, se la crescita globale riprenderà come previsto.

Rischi di questa view:

I rischi principali sono rappresentati dall’entità del rallentamento negli Stati Uniti e in Europa nei prossimi trimestri, un’ulteriore escalation delle tensioni con la Cina. E uno spostamento della posizione statunitense in merito alla politica monetaria di Taiwan.

Rupia indonesiana: Modesti guadagni da qui in avanti

La rupia indonesiana ha riportato un significativo rally a fine marzo, grazie al ritorno della liquidità in dollari nella regione.

Riteniamo che la valuta vedrà un modesto guadagno rispetto al dollaro per la restante parte dell’anno. In primo luogo, la situazione relativa alla salute pubblica del Paese resta incerta, in quanto i tassi di mortalità dei casi relativamente elevati (metà-6%) suggeriscono che la diffusione del Covid-19 sia più elevata rispetto a quanto suggeriscono i numeri dei casi riportati. In secondo luogo, l’arrivo del repo facility in dollari per le banche centrali estere è stato una benedizione per la liquidità in dollari del Paese. Anche se il miglioramento delle performance della valuta potrebbe essere dipendere da questo elemento.

Nelle prossime settimane l’attenzione potrebbe spostarsi sulla gestione della crisi economica dell’Indonesia.

In terzo luogo, la Bank Indonesia (BI) sta iniziando a svolgere il ruolo di disciplinatore. In quanto il governo ha innalzato i target di deficit dagli ultimi meeting è insorto un certo timore relativo ai tassi di interesse, nonostante il rallentamento economico in corso. Il conservatorismo della banca centrale e il probabile ritorno dei flussi verso la regione ASEAN potrebbero sostenere un modesto apprezzamento della valuta nella seconda metà del 2020. Ma è improbabile che si verifichi un forte rally.

Rischi di questa view:

I rischi principali sono rappresentati dall’evoluzione dell’epidemia di Covid-19 in Indonesia, per via del contesto demografico del Paese, della volatilità dei flussi di capitali verso i mercati emergenti (la dipendenza del Paese dagli investitori stranieri è elevata) e dell’outlook dei prezzi delle materie prime.

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