Macro review

I dati sul lavoro in America raccontano di una strage di posti a causa della pandemia. Altri 3,839 milioni nuovi disoccupati in una settimana, in calo di 603.000 unità rispetto alla settimana precedente ma risultando superiori alle attese degli analisti pari a 3,5 milioni. Nelle ultime 6 settimane, da quando è iniziata l’emergenza legata al coronavirus negli Stati Uniti, oltre 30 milioni di lavoratori hanno fatto richiesta per i sussidi di disoccupazione, circa il 20% della forza lavoro del Paese. I pessimi dati macroeconomici sono arrivati nel Vecchio Continente. Il Pil dell’Eurozona ha segnato un ribasso del 3,8% nel primo trimestre, un record negativo. Purtroppo la situazione è peggiore se si va ad analizzare singolarmente alcuni Stati. LItalia, dove il Pil ha segnato una contrazione del 4,7% rispetto al trimestre precedente, meglio delle stime ferme a -5%, ma è comunque la contrazione maggiore dal 1995.

Obbligazioni

Sui Btp si è assistito a un allargamento dello spread e al rialzo dei rendimenti, dopo che Fitch inaspettatamente ha anticipato la sua revisione del 7 luglio prossimo sul merito creditizio dellItalia declassandolo di un notch a BBB- limite ultimo dell’investment grade. Contestualmente l’outlook è stato posto a stabile in miglioramento da negativo.

Azioni

Il generale incremento dell’avversione al rischio ha portato gli investitori a far scattare le prese di profitto nell’ultima seduta della settimana di quello che è stato un mese comunque da record per i listini. Dopo il crollo di marzo, infatti, il mese di Aprile è stato per l’Europa il miglior mese dal 2009. Per l’Msci World Index, invece, il migliore in assoluto dagli anni ’80. Anche a Wall Street i tre indici principali hanno messo a segno in Aprile una delle migliori performance mensili in assoluto. L’indice tecnologico Nasdaq ha quasi azzerato le perdite da inizio anno.

Valute e materie prime

L’Euro settimana scorsa si è indebolito contro Usd, portandosi in area 1,09, in scia alla delusione degli investitori dopo le non decisioni della BCE e nonostante le rassicurazioni di Miss Lagarde che si è detta pronta a tutto per supportare i cittadini dell’Eurozona. Il Consiglio direttivo della Bce ha varato nuove misure per favorire il flusso di liquidità alle banche. E quindi in ultima istanza per supportare la trasmissione della politica monetaria all’economia reale.

Dopo che lo scorso 12 marzo in conferenza stampa Miss Lagarde aveva scatenato violente polemiche, con le sue affermazioni per cui non era compito dell’istituto arginare l’allargamento degli spread, la presidente questa volta è stata attenta a sottolineare in più di una occasione come la Bce abbia tutti gli strumenti per operare sull’intera curva dei rendimenti governativi del blocco. Come sia già intervenuta con decisione nelle ultime settimane sul mercato e abbia intenzione di continuare a farlo.

Gli investitori speravano un possibile aumento già da subito della dotazione del Pepp, il programma pandemico di acquisti di asset da €750 miliardi, o sulla possibile inclusione dei junk bond fra i titoli acquistabili. A penalizzare la moneta unica anche la previsione dell’ Eurotower per un calo del 15% del Pil nel secondo trimestre. L’economia di Eurozona accuserà una flessione del 5,5% nell’intero 2020 con previsioni comprese tra -5% e -12% per i singoli Paesi. Il petrolio ha recuperato terreno anche se non si sono attenuati i timori sulla capacità di stoccaggio, vicina ai limiti, e sulla domanda globale sempre più in calo nonostante la fine prossima dei lockdown in svariati Paesi.

Outlook

Questa settimana si profila possibile di elevata volatilità in scia alle accuse di Trump alla Cina per la diffusione planetaria del virus. Le accuse sono state rinforzate dal Segretario di Stato Usa Mike Pompeo per cui i servizi di intelligence americani hanno le prove che il virus provenga dal laboratorio di Wuhan. La stessa accusa è mossa dai servizi segreti di Gran Bretagna, Australia, Canada e Nuova Zelanda. Ipotizzabile attendersi quindi una nuova escalation delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino.

Martedì 5 maggio la corte costituzionale tedesca si pronuncerà sulla legittimità degli acquisti di titoli di Bce nell’ambito del Quantitative Easing. Nel dettaglio la partecipazione al programma di acquisti da parte della Bundesbank. Le attese degli investitori, sono per un via libera anche perché sia il QE che il Pepp sono stati approvati anche con il voto favorevole di Jens Weidmann, Governatore della Bundesbank. Una bocciatura da parte della Corte tedesca escluderebbe la partecipazione della Bundesbank dagli acquisti ma, formalmente, non bloccherebbe il QE.

Venerdì prossimo atteso il giudizio di Moody’s e DBRS sul rating sovrano italiano dopo lo status quo deciso da S&P e la bocciatura di Fitch. Attesa per le riunioni della Bank of England e della Banca centrale d’Australia che non dovrebbero variare le recenti decisioni intraprese. Sul fronte delle trimestrali prosegue la stagione a pieno regime con i numeri, tra le altre, di Siemens, Nintendo, Infineon, Pinterest, PayPal, Telefonica, BT Group, Total, Repsol, Enel, Berkshire Hathaway, AIG, UniCredit, ING, Nomura, BNP Paribas, MetLife, BMW, Uber, Lyft, Ferrari, Fiat Chrysler, GM, AB Inbev, Imperial Brands, Walt Disney, AirFrance-KLM, Hilton, ArcelorMittal, Raytheon, DuPont, Vestas, Veolia, Bristol-Myers Squibb e Teva Pharmaceutical.


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Redazione

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