
Il dato sui nuovi occupati ha un ruolo chiave per confermare la ripresa dell’economia Usa. Massimiliano Maxia, senior fixed income product specialist di Allianz Global Investors
Gli ultimi dati confermano la corsa al rialzo dell’inflazione Usa. Secondo le vostre stime dove potrebbero spingersi i rendimenti del Treasury decennale nei prossimi mesi?
Gli ultimi dati sull’inflazione hanno particolarmente sorpreso i mercati, ma i rendimenti sulle scadenze più lunghe non si sono mossi significativamente: il mercato aveva quindi già anticipato, almeno in parte, un dato di inflazione più alto.
L’andamento dei rendimenti dei titoli governativi americani nel breve-medio termine dipenderà molto dai prossimi dati relativi sia all’inflazione dei mesi di maggio e di giugno che da quelli del mercato del lavoro, con questi ultimi che hanno particolarmente deluso i mercati con il dato di aprile.
Se anche i dati di inflazione dei prossimi mesi dovessero essere più alti delle attese a causa non soltanto dell’effetto base, e i dati relativi ai nuovi occupati confermare la ripresa dell’economia americana, i rendimenti del titolo a 10 anni andranno a testare l’area 1.80% – 2%.
Potremmo vedere anche un livello più elevato se la Fed dovesse veramente incominciare a pensare di ridurre gli acquisti sui mercati prima di quanto ipotizzato fino ad adesso.
Viceversa, se i prossimi dati saranno più bassi del previsto, soprattutto per quanto riguarda il mercato del lavoro, i rendimenti del Treasury si potrebbero assestare nell’area 1.50% – 1.65%.

Per un investitore europeo che voglia incrementare gradualmente la propria esposizione ai titoli di stato Usa, quali indicazioni ritenete opportune in termini di duration, tipologia di titoli (tasso fisso o legati all’inflazione) ed esposizione al rischio di cambio?
In questo momento abbiamo una posizione di sottopeso sulla componente governativa americana, in quanto riteniamo che i rendimenti soprattutto sulle scadenze più lunghe possano salire nel corso delle prossime settimane.
Riteniamo che ci sia più valore in altri settori del mercato obbligazionario, soprattutto per quanto riguarda i titoli corporate.
L’area più interessante in termini di profilo di rischio-rendimento potrebbe essere quella intorno a cinque anni, e comunque privilegiamo l’esposizione in dollari rispetto a quella a cambio coperto.
Il Treasury a 10 anni tornerebbe ad essere interessante in un’area vicino al 2%, come da nostro obiettivo, poiché a certi livelli di rendimento e considerando che la politica monetaria della Fed rimarrà comunque ancora espansiva, anche l’investimento sul titolo a 10 anni tornerebbe ad essere interessante.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

