Un forte rally del mercato obbligazionario ha determinato un brusco calo dei rendimenti, Portiamo il peso dei Treasury USA da sovrappeso a neutrale. L’analisi di Pictet
Inizialmente, il movimento al ribasso dei rendimenti si è manifestato in risposta ai segnali indicanti un raggiungimento del picco della crescita economica statunitense; gli indicatori anticipatori sono scesi dai massimi e peggiorati dalle preoccupazioni relative alla variante Delta del COVID-19 (si veda la Fig. 4). Ciò sembra essere confermato da un rapporto sulla crescita statunitense per il secondo trimestre significativamente più debole del previsto.
Treasury, il rendimento è troppo basso
Tuttavia, ci sono motivi per ritenere che i rendimenti dei Treasury decennali, scesi di circa 40 punti base nel mese fino all’1,3%, siano ora troppo bassi, pur tenendo conto della recente perdita di slancio dell’attività economica statunitense. I nostri modelli di valutazione, ad esempio, suggeriscono un fair value più vicino all’1,7% e il rendimento implicito per un’ampia varietà di operazioni cicliche e indicatori è persino più elevato.
La nostra tesi è ulteriormente corroborata dal fatto che il rally obbligazionario è stato in parte tecnico, sostenuto dalla liquidazione di posizioni short. Visti gli sviluppi economici positivi e in previsione di un allentamento dei lockdown, nelle scorse settimane un gran numero di investitori aveva scelto di vendere il reddito fisso, in particolare i Treasury. Di conseguenza, quando i rendimenti obbligazionari hanno iniziato a scendere, molti di quelli che detenevano posizioni ribassiste hanno coperto quelle posizioni, alimentando ulteriormente il rally e spingendo i prezzi obbligazionari a livelli in cui erano in conflitto con i fondamentali economici.
Rendimenti reali vicini ai minimi
Anche i rendimenti reali hanno toccato i minimi storici, gli investitori hanno quindi ulteriori motivi per credere che il mercato sia sopravvalutato, particolarmente in un momento in cui si vede che la Fed sta pensando alle prime fasi della stretta monetaria.
Per il resto, effettuiamo inoltre prese di profitto sui titoli di Stato cinesi, riducendo leggermente la nostra esposizione ma mantenendo un sovrappeso.
Sotto al 3% le obbligazioni decennali paiono meno interessanti, soprattutto in considerazione dell’impatto potenziale sui flussi a seguito della stretta normativa data dal governo cinese in questo mese.
Valute: lo yen è la moneta più a sconto
Passando al posizionamento valutario, in base ai nostri parametri lo yen è la moneta più a sconto tra quelle del G10, mentre il rafforzamento del dollaro USA nel corso del mese ha coperto completamente il posizionamento short del mercato sulla valuta. Per il resto, la sterlina non appare più ipercomprata.
Redazione
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