L’ondata di investimenti etici ha fatto salire i prezzi di alcune aziende a valutazioni insostenibili. Laure Négiar, gestore del fondo Comgest Growth World di Comgest
I governi di tutto il mondo stanno tentando di dirigere le proprie economie verso zero emissioni nette di gas serra per rallentare il riscaldamento globale. Un modo per farlo è incentivare l’adozione e l’uso di energia pulita come alternativa ai combustibili fossili; gli investitori hanno cercato di anticipare questa tendenza.
Ci sono molti strumenti finanziari tra cui gli investitori possono scegliere: dai fondi che utilizzano semplici metriche ambientali, sociali e di governance (ESG) per escludere alcuni settori come quello dei combustibili fossili – a quelli che investono direttamente in soluzioni ESG come gli exchange-traded-funds (ETF) sull’energia pulita.
Le aziende che si occupano di eolico, solare e veicoli elettrici direttamente legate alla transizione verso il Net Zero hanno visto le proprie valutazioni schizzare a livelli fuori da ogni logica. Gli investitori sono disposti ad impegnare molto capitale senza sapere quale sia la redditività finale dell’investimento. In virtù di tutto ciò, investire nell’eolico non sembra avere molto senso dal punto di vista dei fondamentali.
Con un numero consistente di aziende che cercano di consolidare le proprie attività, valutarle tutte come leader di mercato non ha senso poiché alcune di loro non saranno più competitive. Questo ragionamento può essere fatto solo per uno o due player di mercato e certamente non per tutti.
D’altra parte, ha più senso essere esposti indirettamente alla transizione verso lo zero netto. Ecolab, una società americana di pulizie e sanificazione specializzata nel trattamento dell’acqua attraverso la sua controllata Nalco, è un “leader globale” del settore. Parimenti alla transizione verso il Net Zero, l’uso sostenibile dell’acqua è cruciale per gli impegni legati alla sostenibilità globale.
Anche se l’azienda tratta principalmente l’acqua di hotel e ospedali, siamo ancora più ottimisti riguardo al suo nuovo business dei data center. Ciò che è interessante è anche che si può accedere a tutto un insieme di nuovi sotto-segmenti con il trattamento dell’acqua. Di recente, Ecolab ha fatto il suo ingresso nel mercato dei data center. I data center inquinano parecchio e usano una tonnellata d’acqua per raffreddare i server.
Per Ecolab questo business vale 100 milioni di dollari (partito da zero un paio di anni fa) e il mercato totale è stimato in un miliardo di dollari. Ecolab lavora per alcune delle più grandi compagnie tecnologiche come Microsoft, Amazon e Facebook. Dato stiamo parlando soltanto di una nicchia della divisione acqua di Ecolab, tutto ciò potrebbe diventare un fattore importante nel profilo di crescita generale dell’azienda.
Redazione
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