Intervista a Francesco De Astis, Responsabile Italian Equity di Eurizon

Cosa vi aspettate dalla Borsa italiana nel 2022? Quali settori privilegiate in questa fase e quale tipologia di titoli potrebbe performare meglio nel medio termine?

I primi mesi dell’anno potrebbero presentarsi più volatili su scala globale in un contesto in cui qualche banca centrale (es. Fed) sarebbe maggiormente focalizzata sulla lotta all’inflazione elevata. Tra il primo e il secondo trimestre però la domanda potrebbe rallentare, sotto i colpi dell’elevata inflazione e a quel punto i rialzi di tassi attesi dovrebbero ridimensionarsi per non penalizzare eccessivamente la crescita. In questo contesto le attese per i mercati azionari potrebbero registrare da quel momento un deciso recupero.

De Astis

In particolare, per il mercato azionario italiano il momento favorevole dovrebbe continuare anche nel corso del 2022, dal momento che resta il nostro uno dei mercati finanziari più appetibili in termini di valutazioni. Quindi finché le stime resistono il mercato italiano sembra ragionevole sui fondamentali.

Per il prossimo anno l’impatto positivo atteso è prevalentemente quello degli investimenti del PNRR (Piano Nazionale di Recupero e Resilienza). Per questo dal punto di vista settoriale inevitabilmente l’attenzione si concentrerà in primis sui settori la cui domanda sarà trainata direttamente o indirettamente dagli investimenti del Piano. Come quello delle infrastrutture, efficienza energetica, economia circolare e digitalizzazione.

Particolare attenzione merita anche il settore bancario italiano, i cui multipli sono ancora al di sotto della loro media degli ultimi 10 anni, nonostante il miglioramento delle loro basi patrimoniali. Inoltre, la possibile risalita dei tassi e un processo di consolidamento ancora da completare, possono essere dei fattori a supporto delle relative quotazioni.

Tra i settori riteniamo inoltre che anche gli Asset Gather italiani siano complessivamente ben attrezzati per offrire interessanti politiche di dividendi e affrontare uno scenario inflazione/tassi più alti, vantaggioso soprattutto per quelli in possesso di una licenza bancaria.

L’inflazione italiana continua a salire (anche se a ritmi inferiori rispetto a quella europea). La crescita dei prezzi al consumo può aiutare a gestire meglio l’enorme debito pubblico ma potrebbe danneggiare alcune attività economiche quotate. Qual è la vostra view a tal proposito?

La prospettiva di un’inflazione più alta e su un periodo più lungo porta inevitabilmente i mercati azionari a riflettere su quali titoli/settori risulterebbero vincitori o vinti all’interno di questo scenario.

Sappiamo che lequity offre una discreta copertura contro l’inflazione, per la capacità che hanno molte aziende quotate di trasferire a valle nel medio periodo, in tutto o in parte, l’inflazione da costi. Ma la realtà è molto più complessa e l’effettivo pricing power delle aziende dipende anche da altri fattori, come lo scenario concorrenziale nel settore.

Inoltre, le azioni possono essere una copertura accettabile contro l’inflazione fino a quando la crescita dei prezzi raggiunge il punto in cui le banche centrali sono spinte ad agire, stringendo i cordoni della politica monetaria. Ciò può portare il valore delle azioni a diminuire, a seconda di quanto le banche centrali decidano di essere aggressive.

Se le banche centrali alzano i tassi sono le azioni con valutazioni elevate a essere maggiormente a rischio. In tal caso si potrebbe prefigurare uno scenario non del tutto favorevole per i titoli tecnologici che hanno dominato il mercato in questi anni.

In base a tali considerazioni, negli ultimi mesi abbiamo mantenuto invariata la nostra esposizione azionaria. Riflettendo l’idea che l‘inflazione non sarà per ora un ostacolo significativo per le azioni.

In tale contesto abbiamo individuato nel settore bancario e più in generale nei titoli/settori value quelli su cui puntare per traghettare i primi mesi di volatilità del 2022.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.