Intervista a Richard Kaye, Gestore del fondo Comgest Growth Japan di Comgest

La Borsa di Tokyo ha mostrato una buona tenuta a dispetto degli eventi che hanno fatto impennare la volatilità sui mercati azionari. Quali sono a vostro parere i fattori che hanno consentito all’equity nipponico di centrare questo risultato?

 

Richard Kaye

In primo luogo, la riapertura post-Covid del Giappone sta avvenendo proprio ora, due o tre trimestri dopo le economie occidentali, permettendo un forte rimbalzo del PIL lo scorso trimestre che è stato guidato dai consumi individuali.

In secondo luogo, i profitti delle aziende giapponesi stanno mostrando una grande performance. Nel nostro fondo, per esempio, Uniqlo (nome ufficiale “Fast Retailing”), Don Quijote (nome ufficiale “Pan Pacific International”) e Daifuku hanno visto oltre il 10% di aumento delle loro azioni il giorno dopo aver annunciato gli utili nelle ultime settimane, poiché gli investitori si sono ricordati di quanto siano forti queste società anche in un contesto globale difficile.

In terzo luogo, il Giappone è abbastanza libero dall’inflazione. L’ultimo dato dell’IPC è solo dell’1,1%, quindi molto al di sotto dei livelli degli Stati Uniti o del Regno Unito. E il mercato offre agli investitori molti più guadagni reali di altri mercati. E questo contesto di bassa inflazione impedisce che le valutazioni siano compresse come in altri mercati.

Spostando l’attenzione al medio-lungo termine, quali prospettive delineate per il mercato azionario giapponese?

La ripresa del Giappone è rimasta indietro rispetto alle altre economie sviluppate nel 2021. Ma riteniamo che il 2022 prometta cambiamenti in meglio per l’economia giapponese e per gli investitori in azioni giapponesi.

A differenza degli Stati Uniti, il Giappone sembra destinato a riprendersi senza che l’inflazione crescente spaventi i mercati. Se l’inflazione è qui per restare, crediamo che il Giappone offra un rifugio sicuro: ciò che si vede è ciò che si otterrà.

Al momento, stiamo assistendo ad una normalizzazione dell’economia giapponese, grazie alle riaperture che hanno portato a buoni risultati in termini di utili delle società giapponesi.

Il Giappone rimane un ricco terreno di caccia per gli investitori growth e per questo pensiamo possa essere un buon riparo nella tempesta. Qui troviamo Keyence, compagnia giapponese che sviluppa e produce sensori, sistemi di visione, lettori di codici a barre, marcatori laser, strumenti di misurazione e microscopi digitali.

Nel settore dei veicoli elettrici con realtà come Nidec, che produce componentistica elettrica. Nel business dei semiconduttori ci piace Hoya, che fornisce componentistica per Samsung e TSMC. Vi è poi il settore del gaming, in cui il Giappone è leader: qui troviamo Nexon, produttore di videogiochi specializzato in giochi online per PC e dispositivi mobili con prospettive rosee anche grazie alla crescita stimata degli utenti.

Il Giappone sta anche vivendo una grande rivoluzione in ambito del FinTech, con un crescente utilizzo di pagamenti tramite carta di credito o pagamenti online abbandonando il contante. E qui troviamo GMO Payment Gateway, che rappresenta la più grande piattaforma cashless in Giappone e un re del fintech, che ha performato oltre il 25% di utili.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.