Intervista a Leu Qiu, Portfolio Manager International Technology fund di AllianceBernstein

Alliance Bernstein

Dopo le perdite accumulate negli ultimi mesi, credete che i titoli tecnologici Usa abbiano scontato l’effetto negativo derivante dalla nuova politica monetaria della Fed?
Lei Qiu

C’è molta preoccupazione oggi sul mercato. Si teme l’impatto della guerra e delle tensioni geopolitiche, nonché l’impatto inflazionistico della scarsità di risorse. Quello che ha influito negativamente sul settore tecnologico è però l’effetto dell’aumento dei tassi di interesse, sia sulla crescita economica sia sulla valutazione.

I rialzi dei tassi significano infatti tassi di sconto più elevati, che vanno a danneggiare le società con multipli elevati, quelle non redditizie e quelle che traggono gran parte della loro valutazione dalla crescita futura.

A prescindere dalla correzione a cui stiamo assistendo, riteniamo che l’aumento dei tassi fosse ampiamente previsto. E che il mercato inizierà a concentrarsi sulla ricerca di una crescita sostenibile di utili e ricavi in questo tipo di contesto.

Continuiamo comunque a credere che la tecnologia sia abbastanza resistente in diverse aree del settore. L’adozione di innovazioni tecnologiche per migliorare l’efficienza e la flessibilità continuerà ad aumentare, non a diminuire, soprattutto in un contesto di aumento dell’inflazione, dove la tecnologia può aiutare a contrastare driver come la scarsità di risorse, lavoro o materie prime.

Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Credete che tali livelli siano sostenibili nel medio termine o rappresentino un fattore di rischio importante per l’asset class?

Abbiamo ridotto l’esposizione alle società con una leva finanziaria più elevata e a quelle più sensibili al rallentamento della domanda di beni di consumo discrezionali, aumentando invece la nostra esposizione in settori che aiuteranno le società a creare e gestire strutture di costo più flessibili.

Rimaniamo prudenti nel breve termine, poiché le tendenze macroeconomiche sono instabili. Ma riteniamo che, quando la polvere si poserà, questo tipo di aziende dirompenti, che operano nel campo dell’innovazione basata sul cloud, della cybersicurezza, dell’automazione e dell’energia alternativa, saranno gli strumenti necessari per risolvere le numerose sfide che l’economia globale deve affrontare. In prospettiva, riteniamo che la crescita, il potere di determinazione dei prezzi e i margini saranno i fattori chiave.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.