Il rendimento del settore sulla base della cassa generata in generale è salito al 5%, pari a quello dello S&P500. Intervista a Carla Scarano, senior portfolio manager, global equity, Anima Sgr
Dopo le perdite accumulate negli ultimi mesi, credete che i titoli tecnologici Usa abbiano scontato l’effetto negativo derivante dalla nuova politica monetaria della Fed?
La performance relativa del settore tecnologico ha raggiunto il picco rispetto a quella del mercato alla fine dello scorso anno. La svolta della Federal Reserve sui tassi ha fatto aumentare il premio per il rischio pagato dagli investitori, portando ad una contrazione dei multipli di borsa – che sono inversamente correlati ai tassi di interesse – e causando così una discesa dei corsi azionari. Le società a minor capitalizzazione e con utili negativi sono state tra le più penalizzate perché sono caratterizzate da maggiore “durata finanziaria” e quindi più sensibili ad una variazione dei tassi di interesse. Crediamo che l’approccio verso le società che oggi non generano alcun flusso di cassa al netto degli investimenti debba rimanere ancora piuttosto prudente, perché un ulteriore aumento dei tassi potrebbe far contrarre ulteriormente i multipli di borsa, ancora piuttosto elevati.
Crediamo invece che le valutazioni delle società a maggiore capitalizzazione appartenenti sia al mondo software che hardware che quello dei semiconduttori già scontino tante paure da parte degli investitori circa la tenuta della domanda finale: il rendimento sulla base della cassa generata del settore in generale è salito al 5%, pari a quello dello S&P500, mentre quello del settore dei semiconduttori ha superato il 6%. I margini operativi netti delle società tech nel complesso rimangono ancora impressionanti, pari al 25%, prossimi ai massimi di sempre, rispetto al resto alle società appartenenti all’indice americano, che fanno registrare margini del 13%.
Alcuni dei trend sottostanti, come la transizione digitale, rimangono forti: durante le trimestrali di Microsoft, il CEO Satya Nadella ha affermato che la transizione digitale rimane un driver importante alla base dell’espansione della economia mondiale. Continuiamo, per questo, a preferire all’interno del settore le società con bilanci solidi e capaci di generare una crescita stabile del Free Cash Flow.

Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Credete che tali livelli siano sostenibili nel medio termine o rappresentino un fattore di rischio importante per l’asset class?
Nel settore tecnologico i bilanci societari restano solidi non solo a livello assoluto ma anche rispetto al resto delle società del listino azionario americano. La posizione di debito netto rispetto alla capitalizzazione borsistica è pari all’1% ed anche se l’indebitamento è aumentato, la generazione di cassa resta, in media, così elevata da non esporre queste aziende a rischi di insolvenza.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

