L’outlook per il secondo semestre dell’anno a cura di Maria Paola Toschi, Market Strategist di J.P. Morgan Asset Management

Maria Paola Toschi, Executive Director di J.P Morgan Asset Management

In base al nostro scenario principale, eviteremo una grave recessione globale grazie in gran parte al supporto fiscale e a un ritmo più graduale dell’inasprimento monetario da parte delle banche centrali nella seconda metà dell’anno. Poiché i mercati principali hanno già registrato una flessione a due cifre, un ulteriore calo significativo degli attivi rischiosi non costituisce il nostro scenario di base.

In linea con questo scenario macro centrale, gli utili societari nei mercati sviluppati dovrebbero crescere moderatamente nel 2022, anche se molto meno rispetto alle aspettative attuali, e la resilienza dei margini sarà fondamentale per l’andamento dei prezzi delle azioni.

In assenza di recessione, gli utili continueranno a crescere

Se da un lato è sempre necessario del tempo affinché le aspettative di utili riflettano l’evoluzione dell’economia, dall’altro il ritardo è forse più comprensibile quest’anno, date le circostanze uniche di questa ripresa. Ci aspettiamo che gli analisti effettuino revisioni al ribasso in anticipo, ma i movimenti dei mercati sono già coerenti con un modesto rallentamento dei profitti. A condizione che il nostro scenario macro principale si realizzi, gli utili societari nei mercati sviluppati dovrebbero continuare a crescere nel 2022, anche se in misura inferiore rispetto alle aspettative attuali. Terremo d’occhio i margini per scorgere eventuali segnali di erosione del potere d’acquisto.

Buone prospettive per l’equity cinese

Gli investitori hanno senza dubbio sperimentato qualche sofferenza a breve termine nei titoli azionari cinesi, ma riteniamo che vi siano possibilità di guadagni a lungo termine. Dopo la performance molto debole dell’ultimo anno, la valutazione delle azioni cinesi è nettamente al di sotto della media di lungo termine. Gli investitori hanno l’opportunità di beneficiare delle prospettive di crescita degli utili a lungo termine in Cina a valutazioni che già scontano molte cattive notizie.

I titoli di stato tornano in equilibrio nel rapporto rischio/rendimento

Dopo un difficile inizio anno, adesso i rischi per i prezzi dei titoli di Stato sono più equamente bilanciati e le obbligazioni possono offrire un certo livello di diversificazione del portafoglio negli scenari negativi più estremi.

Riteniamo che i titoli di Stato siano meno allettanti di quanto non fossero quando i rendimenti erano molto più bassi. Sebbene gli investitori possano ancora perdere denaro nei titoli di Stato, in particolare in termini reali, è probabile che il potenziale rialzo sia ora più equamente bilanciato da un possibile ulteriore calo. Offrono inoltre una certa diversificazione del portafoglio negli scenari negativi più estremi, purché l’indebolimento dell’attività coincida con la diminuzione della pressione inflazionistica. Ciò premesso, pur astenendoci dal raccomandare una posizione sovrappesata sui titoli di Stato e sulla duration, riteniamo che ora abbia senso per gli investitori considerare la possibilità di spostare la loro esposizione ai titoli di Stato e alla duration avvicinandola al loro benchmark.

Il value continuerà a fare meglio del growth

La sovraperformance dei titoli value rispetto ai growth potrebbe proseguire se l’attività economica si dimostrasse resiliente al rialzo dei prezzi delle materie prime e dei tassi d’interesse.

La combinazione di pandemia e guerra in Ucraina ci abbia spostato verso un nuovo regime di crescita, inflazione e tassi d’interesse. La bassa crescita, la bassa inflazione e i bassi tassi d’interesse dell’ultimo decennio, che hanno gettato le basi per una straordinaria performance dei titoli growth, adesso sembrano essere alle nostre spalle. Nel nostro scenario centrale, in cui la crescita economica dimostra un certo grado di resilienza, la sovraperformance dello stile value potrebbe avere ancora spazio per correre.

La paura per la stagflazione

Fino a quando l’inflazione non scenderà, gli investitori continueranno a preoccuparsi per la stagflazione. Alternative come le infrastrutture core e gli immobili, nonché i titoli azionari che offrono dividendi alti e resilienti, sono relativamente attraenti in questo contesto difficile.


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Redazione

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