Pictet AM ha presentato i risultati della ricerca “L’Osservatorio Internazionale EduFin 2022: la finanza secondo le nuove generazioni”

Ottobre è il mese dedicato all’educazione finanziaria e, per il secondo anno consecutivo, Pictet Asset Management ha voluto dare il proprio contributo con una nuova ricerca dedicata all’analisi dello stato dell’arte dell’alfabetizzazione finanziaria in Italia, dal titolo1 “Osservatorio internazionale EduFin 2022: la finanza secondo le nuove generazioni”. L’analisi risponde agli interrogativi che aiutano a tracciare un quadro d’insieme dell’offerta di contenuti formativi attualmente disponibili sul mercato, per capirne i limiti e immaginarne il possibile sviluppo.

Tra le principali novità, la ricerca si è concentrata quest’anno su una più ampia platea generazionale – Boomers, Gen X, Gen Y e Gen Z – con un respiro internazionale e di confronto tra Paesi (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito).

Cresce l’interesse per la finanza. Giovani e donne più consapevoli di saperne di meno, ma con una maggior determinazione nel voler crescere e imparare: Millennials e GenZ tra coloro che di più desiderano aumentare le proprie conoscenze. Fondamentale concentrarsi su applicazioni pratiche, tra cui parlare dei progetti di vita.

Il tema di come risparmiare si posiziona al secondo posto. Un terzo degli Italiani non trova contenuti interessanti, giudicati o troppo complessi o troppo banali. La mancanza di tempo non rappresenta un problema. Emerge il ruolo centrale dei docenti (15%), bassa fiducia per banche e assicuratori.

Crescono coloro che si affidano a comunità e influencer (informal advice). Tra i Millennials, massima fiducia per i consulenti finanziari; tra i Boomers, prevale il commercialista. I social network diventano centrali per l’educazione finanziaria in maniera trasversale.

Facebook è il mezzo preferito tra donne e Boomer; i Millennials prediligono Instagram, mentre la Gen Z si affida a Whatsapp e, in crescita, Telegram. Solo un quinto dei rispondenti ammette di dedicarsi con costanza all’informazione economico-finanziaria.

Italia allineata con Germania e Francia, UK sopra la media. Alta la fiducia verso amici e conoscenti in tutti i Paesi. La Spagna preferisce la televisione, l’UK i giornali cartacei, la Germania i video tutorial.

Daniele Cammilli, Head of Marketing di Pictet Asset Management dichiara: “Sebbene l’Italia sia tristemente nota per bassi livelli di alfabetizzazione finanziaria, quest’anno abbiamo notato alcuni aspetti che ci fanno ben sperare e che potrebbero divenire evidenti e consolidati nel lungo periodo. Si è sempre discusso di quanto sia importante una trasformazione culturale nel nostro paese. Ci auguriamo che le evidenze di questa ricerca possano stimolare un percorso virtuoso ed una migliore e più efficace offerta di contenuti. In particolare, in un’epoca di sovraesposizione mediatica e sovraffollamento dell’informazione, diventa centrale il tema dell’affidabilità delle fonti. La fiducia è quindi un prerequisito fondamentale per l’educazione finanziaria – come lo è sempre stato nella gestione degli investimenti – a maggior ragione oggi che si è moltiplicato il numero di insidie e minacce che possono nascondersi dietro l’informal advice, e contro cui la miglior difesa resta la consapevolezza economica e finanziaria. Emerge in modo evidente il problema di autoreferenzialità nell’attuale offerta di contenuti volti all’alfabetizzazione finanziaria. Come Industria dobbiamo assumerci la responsabilità di iniziare a guidare un positivo cambiamento


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Redazione

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