Intervista a Andrew Paisley, Head of Smaller Companies di abrdn

 

Come si sono comportate le small cap europee in questa difficile fase di mercato e quali scelte di portafoglio (per paesi, settori etc) avete messo in atto per fa fronte alla situazione?

Come prevedibile, con l’avvicinarsi di una fase di recessione, le azioni delle società small cap hanno sottoperformato quelle delle large cap. Questo è in linea con quanto abbiamo visto storicamente. Detto questo, quando si entra in una fase di recessione vera e propria, le azioni delle società più piccole tendono a iniziare sovraperformare le large cap, anche quando la recessione è ancora in atto.

Questo fenomeno è un po’ più precoce di quanto ci si potrebbe aspettare. Ma ha senso se si considera che il mercato guarda in prospettiva e agisce come un meccanismo di sconto.

Siamo rimasti fedeli al nostro collaudato approccio d’investimento che, attivo ormai da oltre 20 anni, ha attraversato quattro cicli economici.

Ci concentriamo chiaramente sulle società di alta qualità con bilanci solidi, a prescindere dal settore o dal Paese. Riteniamo che questo tipo di aziende otterrà buoni risultati in condizioni di recessione.

A vostro avviso, quali condizioni dovrebbero materializzarsi per consentire alle quotazioni delle small cap del Vecchio Continente di risalire la china nel corso dei prossimi anni?

Riteniamo che le imprese in perdita e quelle speculative (in cui non investiamo) avranno difficoltà in un clima economico più sfavorevole, poiché spesso devono tornare sul mercato per ottenere capitale proprio per finanziare le loro attività.

Inoltre è interessante osservare che le small cap generalmente si riprendono molto più rapidamente rispetto alle grandi aziende. Il che rende molto difficile trovare un punto di ingresso preciso in questa asset class.

Raccomandiamo invece agli investitori di adottare una visione di lungo periodo sull’ asset class, con un orizzonte temporale minimo di cinque anni. E di avere un’allocazione di base, piuttosto che cercare di fissare i punti di ingresso e di uscita dal mercato.

Le società più piccole tendono a fare particolarmente bene nella fase di ripresa dell’economia. Perciò è fondamentale avere un portafoglio di società di alta qualità per superare l’imminente recessione con la possibilità di beneficiare di un’eventuale ripresa economica.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.