Intervista a Roland Koster, portfolio manager di Swisscanto Invest

Come si sono comportate le small cap europee in questa difficile fase di mercato e quali scelte di portafoglio (per paesi, settori etc) avete messo in atto per fa fronte alla situazione?

L’Europa sta vivendo una tempesta quasi perfetta. Tassi di inflazione record, un’economia che sta entrando in recessione e un inasprimento delle condizioni finanziarie da parte della Bce sono un mix terribile per i mercati azionari.
Le small cap europee hanno sofferto in modo sproporzionato di queste difficili condizioni di mercato, perdendo circa il 30% del loro valore dall’inizio dell’anno. Il calo dei prezzi è stato quasi il doppio rispetto all’indice MSCI Europe, che ha perso il 17%. Questo indice è ampiamente utilizzato come benchmark per gli investitori azionari europei.

Le piccole imprese tendono a non avere una diversificazione globale rispetto a quelle di maggiori dimensioni. Sono gravemente colpite dai prezzi record dell’energia in Europa e hanno meno opportunità di spostare la produzione in paesi più economici.
Oltre all’aumento dei prezzi dell’energia, si registra un generale aumento dei prezzi dei fattori di produzione, come materie prime, costi del lavoro e/o del capitale, che incidono sui margini. Con l’aumento dei tassi di interesse, i rischi di rifinanziamento sono nuovamente al centro dell’attenzione.
L’inflazione aveva iniziato a salire già nel 2021. A causa dei segnali di inversione di tendenza dei tassi di interesse, siamo stati molto cauti sui titoli a bassa capitalizzazione durante tutto l’anno. Il nostro processo di investimento combina un approccio di valutazione disciplinato con un’analisi dei fondamentali di qualità.
Questo ci ha aiutato a evitare titoli sopravvalutati. I titoli costosi sono stati i più colpiti durante questa correzione del mercato. La nostra valutazione della qualità dei fondamentali pone un’attenzione particolare sul potere di determinazione dei prezzi, che è uno dei fattori più importanti in un contesto inflazionistico.
A vostro avviso, quali condizioni dovrebbero materializzarsi per consentire alle quotazioni delle small cap del Vecchio Continente di risalire la china nel corso dei prossimi anni?
Il presupposto più importante per un andamento positivo dei prezzi delle small cap europee è un’inversione di tendenza nei costi dell’elettricità e del gas, nonché la fine del conflitto ucraino-russo. Ciò aiuterebbe i consumatori europei e manterrebbe le aziende europee competitive sui mercati globali.
Un calo dei prezzi del gas porterebbe a una riduzione dell’inflazione e a una Bce meno restrittiva. L’Europa ha urgente bisogno di una strategia energetica credibile per i prossimi anni. Senza costi energetici competitivi, c’è il rischio di una prolungata recessione e deindustrializzazione del continente. A nostro avviso, la fine dell’attuale conflitto porterebbe a una profonda rivalutazione dei prezzi degli asset europei.
Tuttavia, considerando le tendenze attuali, una recessione in Europa è attualmente inevitabile. Per il momento, in Europa continuiamo a privilegiare i settori difensivi e meno ciclici, come le comunicazioni, i beni di prima necessità e le aziende nell’healthcare con potere di determinazione dei prezzi.
Nei settori ciclici, preferiamo le società che beneficiano dell’espansione delle reti elettriche, delle energie rinnovabili o degli investimenti nell’efficienza energetica.
Queste società dovrebbero beneficiare del Green Deal europeo. Nell’agenda europea per la crescita sostenibile, sono previsti investimenti multimiliardari per l’indipendenza energetica europea. Questi temi strutturali offrono una buona visibilità. Nei periodi di debolezza relativa è opportuno assumere posizioni azionarie, se accompagnate da valutazioni interessanti.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

