Intervista a Bart Geukens, Fund Manager Fundamental Equity at DPAM

 

Mercati DPAM

Come si sono comportate le small cap europee in questa difficile fase di mercato e quali scelte di portafoglio (per paesi, settori etc) avete messo in atto per fa fronte alla situazione?
Bart Geukens

Negli ultimi 20 anni le small cap sono state una classe d’investimento interessante in Europa, in quanto hanno reso circa il 10% all’anno dal 2000 (quasi il 4% annuo in più rispetto alle large cap europee).

Questa sovraperformance è stata determinata principalmente da una crescita superiore degli utili: le piccole società hanno maggiori prospettive di crescita, sono spesso più flessibili e guidate da imprenditori/fondatori con una forte spinta alla performance.

Le small cap sono meno esposte ai vincoli contrari della regolamentazione e agli interventi governativi. Le società europee di minori dimensioni migliorano tipicamente quando hanno un accesso al credito facile e a buon mercato. Quando l’economia è in fase di crescita e quando gli investitori hanno una forte propensione al rischio, condizioni che si sono verificate per oltre un decennio.

La FED e molte altre banche centrali sono state però costrette a interrompere la loro politica di allentamento quantitativo già nell’ottobre 2021. L’allentamento quantitativo e monetario robusto da parte delle banche centrali e le politiche fiscali espansive dei governi a partire dal 2009, ma ancora di più durante il periodo del Covid, combinate con catene di approvvigionamento limitate, politiche di zero covid in Cina e grandi oscillazioni della domanda in occidente, hanno portato a una impennata dell’inflazione nel periodo di ripresa post pandemia. La guerra in Ucraina ha messo altra legna sul fuoco.

Le condizioni finanziarie si sono notevolmente inasprite. Mentre lo shock energetico e la carenza di energia in Europa rischiano di creare una grave contrazione economica. La maggior parte dei vantaggi di cui hanno beneficiato le small cap si sono trasformati molto rapidamente in ostacoli.

Le small cap europee hanno sottoperformato le large cap del 20% da ottobre 2021. Un valore quasi paragonabile alla sottoperformance relativa del 25% registrata durante la grande crisi finanziaria del 2008-2009.

Le valutazioni delle small cap europee sono tornate a essere interessanti, sia da un punto di vista assoluto sia relativo (rispetto alle large cap). Ma per una ripresa sostenuta è necessaria una stabilizzazione dei mercati obbligazionari e del credito, una riduzione dell’inflazione, un reset delle aspettative sugli utili e il raggiungimento del picco per alcuni indicatori guida.

A vostro avviso, quali condizioni dovrebbero materializzarsi per consentire alle quotazioni delle small cap del Vecchio Continente di risalire la china nel corso dei prossimi anni?

La nostra strategia si è concentrata su società sostenibili di alta qualità con un forte posizionamento competitivo, mercati finali difensivi e poco ciclici, un forte potere di determinazione dei prezzi, bilanci solidi e un approccio disciplinato alla valutazione.

Siamo sottoesposti alle aziende che risentono dei budget limitati dei consumatori. Evitiamo le società altamente indebitate e sottopesiamo il settore immobiliare. Siamo inoltre meno esposti a società molto cicliche. Mentre investiamo in aziende che beneficiano di tendenze di sostenibilità a lungo termine. Come l’attenzione all’efficienza energetica, gli investimenti green, la digitalizzazione, l’elettrificazione e la sostenibilità di alimenti, imballaggi e materiali.


Avatar di Sconosciuto
Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.