Dopo l’ondata di vendite senza precedenti i rendimenti reali iniziano ora ad apparire più interessanti che non nell’ultimo decennio. L’analisi di Pictet

Al momento, in tutto il mondo, i rendimenti obbligazionari sono i più elevati da metà 2011. In effetti, in questo momento si registra un margine di sicurezza considerevole rispetto ai tassi di breakeven, tanto che gli investitori che acquistano obbligazioni ai livelli attuali potrebbero sopportare cali significativi del valore del loro capitale e generare comunque rendimenti positivi grazie al pagamento delle cedole.

I rendimenti obbligazionari statunitensi a 10 anni sono saliti al 4,3%, un livello superiore al fair value da noi stimato (3,5%). Ne consegue che non si vedevano investitori così rialzisti nei confronti delle obbligazioni a lungo termine dai tempi della crisi finanziaria globale: si torna a investire nei bond, in particolare nei titoli di Stato statunitensi (anche se alcune classi, come il debito dei mercati emergenti, hanno sofferto disinvestimenti sempre più consistenti).

Sovrapeso ai Treasury

Il ciclo di stretta monetaria della Fed è ben più avanzato rispetto alle altre banche centrali del G10; continuiamo quindi a sovrappesare i Treasury USA. Per contro, la Banca Centrale Europea pare in ritardo: i tassi di inflazione continuano a salire in tutto il continente e in Italia i prezzi al consumo sono saliti di quasi il 13%; dunque, manteniamo il nostro sottopeso delle obbligazioni sovrane europee.

Sottopeso  sull’high yield

Gli utili e i margini societari non risentono ancora dell’effetto dell’aumento dell’inflazione e dei costi di finanziamento del debito; sulla domanda dei consumatori, inoltre, resta ancora un punto interrogativo. Per queste ragioni, continuiamo a sottopesare il credito più rischioso, in particolare i titoli high yield europei e statunitensi. Per contro, manteniamo una posizione neutrale sulle obbligazioni societarie investment grade statunitensi e dei mercati emergenti, che continuano a mostrare fondamentali relativamente solidi.

Positivi su oro e franco svizzero. Lo Yen ha toccato i minimi e merita un sovrapeso

Rimaniamo positivi sull’oro, che rappresenta ancora un riparo dall’aumento dell’inflazione e che, in alternativa, dovrebbe avvantaggiarsi una volta che i tassi di interesse statunitensi avranno raggiunto il loro picco e dato il via alla correzione della sopravvalutazione del dollaro. Rimane un rifugio anche il franco svizzero, mentre lo yen pare conveniente dopo aver toccato i minimi pluridecennali rispetto al dollaro, per cui continuiamo a sovrappesare entrambi. Per contro, in Cina, il 20° Congresso del PCC ha dato forza alle preoccupazioni sui rischi politici, cosa che ci spinge a restare negativi sulla valuta.


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.