Ulteriori rialzi dei tassi saranno penalizzanti, ma i corporate bond Ig presentano buoni punti di ingresso. Intervista a Flavio Carpenzano, investment director per il reddito fisso di Capital Group

L’impennata dell’inflazione e la conseguente reazione in materia di tassi d’interesse da parte delle banche centrali hanno penalizzato i corporate bond nel 2022. Cosa vi aspettate per l’anno in corso?

ll 2022 passerà alla storia come uno dei periodi peggiori per i rendimenti obbligazionari mai registrati. Le ingenti perdite hanno indotto gli investitori a mettere in discussione il principio, da sempre sostenuto, secondo cui le obbligazioni offrono una relativa sicurezza in caso di flessione delle azioni. La ragione risiede nel fatto che la Federal Reserve (Fed) statunitense, e le banche centrali di tutto il mondo, hanno aumentato i tassi di interesse in modo aggressivo per contenere l’elevata inflazione in un momento in cui i tassi erano prossimi allo zero.
Nel 2023 le cose dovrebbero cambiare. Il calo dell’inflazione e le preoccupazioni per la crescita potrebbero consentire alla Fed di rallentare. Riteniamo che siamo vicini a quel momento. Non appena la Fed allenterà la propria politica monetaria, le obbligazioni di elevata qualità dovrebbero tornare a offrire una relativa stabilità e un reddito maggiore.
Quali tipologie di corporate bond state privilegiando in questa fase di mercato in termini di affidabilità creditizia, duration, settori, aziende?
Dopo un significativo sell-off all’inizio del 2022, i rendimenti iniziali del credito investment grade statunitense potrebbero rappresentare un punto di ingresso interessante. In un contesto di rallentamento della crescita e di recessione, questi asset potrebbero registrare un ulteriore calo, fornendo l’opportunità di acquistare crediti investment grade (IG) a valutazioni più interessanti. Il credito IG scambia in linea con le azioni e potrebbe continuare a risentire di un eventuale ulteriore indebolimento del contesto degli asset rischiosi.
Ulteriori rialzi dei tassi di interesse potrebbero inoltre avere un impatto sul settore, dato che la duration media delle obbligazioni corporate IG è superiore a quella dell’indice Bloomberg US Aggregate. Tuttavia, l’IG dispone di una base di acquirenti fidelizzata, in grado di sostenerlo e che tendono a investire in questi asset quando i prezzi diventano più interessanti. Anche il prezzo medio in dollari dell’indice IG appare interessante, intorno agli 85 USD, e molte obbligazioni scambiano in un intervallo ancora più interessante di 60-70 USD.
Molte obbligazioni IG di elevata qualità e a basso costo offrono un profilo di rischio interessante. Questa parte del mercato è stata e potrebbe rimanere una fonte di forza. I titoli finanziari rappresentano circa un quarto dell’universo IG e sono gli emittenti più frequenti. Nel complesso, si trovano in buone condizioni in vista di una flessione, grazie alla struttura normativa in vigore dalla crisi finanziaria globale del 2007-2008.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

