Intervista a Ismael Lecanu, Head of Euro Credit IG & HY di AXA IM

L’impennata dell’inflazione e la conseguente reazione in materia di tassi d’interesse da parte delle banche centrali hanno penalizzato i corporate bond nel 2022. Cosa vi aspettate per l’anno in corso?

Siamo entrati nel 2023 con qualche preoccupazione per le valutazioni azionarie e con il potenziale rischio di revisioni al ribasso degli utili societari a causa dell’impatto dell’inflazione e del rallentamento della crescita sulle società.
D’altro canto, le politiche restrittive delle principali banche centrali, preoccupate principalmente di abbassare l’inflazione, stanno spingendo verso l’alto i rendimenti in alcuni comparti obbligazionari.
Per i mercati del credito la strada da qui in poi potrebbe rimanere accidentata: non possiamo escludere episodi di volatilità nei prossimi trimestri. Tuttavia, la decelerazione dovrebbe essere graduale e non prevediamo un massiccio riprezzamento dei mercati obbligazionari.
Riteniamo che il 2023 sarà l’anno del reddito fisso, in particolare nei mercati Investment Grade e High Yield, che offriranno agli investitori rendimenti interessanti in un contesto di mercato guidato da fondamentali macro resilienti e politiche monetarie in via di stabilizzazione. Ci aspettiamo un tasso di default del 4,7% o al di sotto per la fine dell’anno, in Europa.
Quali tipologie di corporate bond state privilegiando in questa fase di mercato in termini di affidabilità creditizia, duration, settori, aziende?
Prevediamo che i fondamentali dei mercati del credito Euro Investment Grade restino resilienti. Le aziende hanno riportato bilanci solidi e livelli di liquidità elevati dopo aver beneficiato del rifinanziamento del debito a basso costo negli ultimi anni.
A nostro avviso, ci sono alcuni settori che vale la pena evidenziare. Nei finanziari, il quadro rimane solido per le banche, che beneficiano di un margine d’interesse più elevato che dovrebbe compensare l’aumento del costo del rischio nei prossimi trimestri.
Guardando invece ai mercati high yield europei, preferiamo gli emittenti con rating BB e alcuni con rating B in quanto tendono ad avere fondamentali decenti che dovrebbero tradursi in un rischio di credito gestibile.
In questo segmento di mercato, le società sono ben posizionate in quanto sono state attive nel rifinanziamento del loro capitale nel 2020 e nel 2021. Con la probabilità di una recessione all’orizzonte, gli investitori potrebbero prendere in considerazione le obbligazioni a breve scadenza poiché sono meno sensibili al rischio di tasso d’interesse.
Nel complesso, l’high yield a breve scadenza di buona qualità resta uno spazio comodo in cui essere investiti all’interno dell’universo del credito in euro. Tuttavia, sarà quanto mai fondamentale mantenere un approccio attivo e concentrarsi sulla selezione del credito e sull’allocazione settoriale per gestire il rischio.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

