L’analisi di Thomas Hempell, Head of Macro & Market Research di Generali Investments
La debolezza del dollaro, a causa delle recenti crisi nel settore bancario, mina il suo consueto ruolo di asset sicuro. A meno di una brusca escalation delle tensioni legate alle banche regionali USA e al salvataggio di Credit Suisse, il dollaro è destinato a un’ulteriore debolezza verso la fine dell’anno.

L’avversione al rischio e l’incertezza sul picco dei tassi avrebbero di solito rafforzato la valuta statunitense. Tuttavia, con i problemi bancari originati negli Stati Uniti e le probabilità di recessione in aumento, i mercati hanno drasticamente abbassato le aspettative circa l’intervento sui tassi della Fed.
La maggiore incertezza sui rendimenti ha aiutato il biglietto verde. Ma la riduzione dei divari di rendimento rispetto ai principali peers ha più che compensato questo fattore.
Riteniamo che le criticità registrate nel settore bancario causeranno una stretta creditizia. Ma molto meno probabilmente una profonda crisi bancaria. La stretta creditizia avrà lo stesso impatto su attività e inflazione di ulteriori aumenti della Fed, trasformando un possibile driver di rialzo per il dollaro in un freno.
La disinflazione, anche se lenta e irregolare, è destinata a procedere, finendo per domare la volatilità dei tassi. E il vantaggio di rendimento USA si eroderà ulteriormente. Con la Fed che nelle nostre previsioni comincerà ad allentare la stretta nel quarto trimestre, il divario Treasury USA / Bund a 2 anni potrebbe ridursi di almeno circa 40 punti base entro la fine dell’anno.
Al contrario, un allentamento dello shock sui prezzi delle importazioni nell’Area Euro, grazie alle più contenute spese energetiche, aiuterà l’Euro. È probabile che il peso dei deflussi netti degli investimenti diretti esteri diminuisca. Le prospettive a breve termine sono più bilanciate a causa della scarsa propensione al rischio. Ma prevediamo che il cambio EUR/USD si stabilizzi sopra 1,10 entro la fine dell’anno.
Il rischio principale sarebbe l’escalation dello stress bancario nell’Area Euro, che potrebbe mettere in discussione la resilienza nella regione e ripristinare il dollaro come rifugio sicuro.
Redazione
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