I commenti degli esperti di Allianz GI, Pimco, Natixis, MFS IM, La Francaise e T Rowe Price in vista della decisione di politica monetaria della Federal Reserve
Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors
Ci aspettiamo che la Federal Reserve annunci un rialzo di 25 punti base nel meeting del FOMC di domani, ma anche una pausa nell’inasprimento delle politiche monetarie.
Crediamo che tale pausa rappresenterà la svolta della Fed – anche se non verrà presentata in questo modo – con un livello massimo finale dei tassi di interesse pari a 5,25%.
Il riconoscimento da parte degli investitori della fine prossima del ciclo di inasprimento monetario della Fed ha un effetto “toro” e dovrebbe favorire strategie di irripidimento sulla curva dei rendimenti statunitense.
Tiffany Wilding, North American Economist di PIMCO
La Federal Reserve rilascerà una nuova dichiarazione mercoledì alle 20:00. Ci aspettiamo un aumento di 25 punti base dei tassi di interesse; al contempo, ci attendiamo che la Fed lasci intendere una pausa da ulteriori rialzi dei tassi, dati permettendo.
Riteniamo che la Fed possa fare ciò cambiando la forward guidance passando da “qualche politica aggiuntiva di consolidamento” a qualcosa del tipo “politiche aggiuntive di consolidamento”, che le consentirebbe di dare un segnale di pausa pur mantenendo un orientamento all’inasprimento. Riteniamo che il presidente Powell dovrà trovare un difficile equilibrio durante la conferenza stampa, ma alla fine ci aspettiamo che appaia come una “pausa da falco”.
Le ricadute dello stress del settore bancario sono incerte, mentre l’inflazione e i salari si sono dimostrati persistenti dopo la riunione del Federal Open Market Committee (FOMC) di marzo. Il risultato è che il comitato è più diviso sulla prossima mossa della Fed di quanto non lo sia stato in diversi trimestri. A nostro avviso, per avere il tempo di valutare l’impatto, il compromesso più probabile è prepararsi a una pausa, condizionata però dai dati in arrivo e mantenendo una maggiore propensione al rialzo per la prossima mossa dell’istituto centrale.
Jack Janasiewicz, Natixis Investment Managers Solutions
I mercati si aspettano un rialzo di 25 punti base da parte della Federal Reserve, il mercato dei futures sui tassi d’interesse prezza questo risultato bene o male con certezza. Un rialzo di 25 punti base porterebbe il punto medio del tasso obiettivo dei Fed Funds al 5,125%, sostanzialmente in linea con il tasso finale delineato dalla Fed nella sua sintesi delle proiezioni economiche. Le recenti comunicazioni dei membri della Fed sono state discordanti sul potenziale percorso dei futuri rialzi dei tassi, ma sembra che l’aumento di 25 punti base abbia un ampio sostegno in questa riunione. Considerando che il mercato dei futures prevede il 96% delle possibilità che la Fed aumenti i tassi di 25 punti, non c’è molto da discutere. Tuttavia, le indicazioni sul futuro percorso dei tassi di interesse saranno al centro dell’attenzione dei mercati e tutti i riflettori saranno puntati verso la conferenza stampa che seguirà l’annuncio ufficiale. La chiave: la possibilità di una pausa nel ciclo di rialzi. La Fed ha sottolineato in modo particolare la necessità di dipendenza dai dati.
Per la riunione di maggio dovrebbe avere a disposizione il rapporto SLOOS (Senior Loan Officer Opinion Survey) del 2° trimestre, anche se i dati saranno resi pubblici solo la settimana successiva. Questo studio dovrebbe fornire ulteriori indicazioni sulle conseguenze delle recenti turbolenze bancarie sugli standard di prestito e sulle condizioni di credito. Se si considerano le indicazioni contenute nel Beige Book, 6 delle 12 banche regionali della Fed hanno segnalato un ulteriore inasprimento del credito rispetto all’ultimo rapporto. Se il rapporto SLOOS dovesse fare eco ai risultati del Beige Book, l’ipotesi di una pausa a giugno diventerebbe più probabile. Inoltre, gli operatori di mercato saranno ansiosi di confrontare il linguaggio dell’ultima dichiarazione con quello della riunione di maggio. In particolare, tutti gli occhi saranno puntati su questo punto del comunicato, che ci si aspetta venga ridimensionato, qualificato o eliminato: “…prevede che potrebbe essere opportuno un ulteriore irrigidimento delle politiche…”.
Ma come sempre, ci si aspetta che la Fed mantenga aperte le sue opzioni e resti flessibile, evidenziando ancora una volta la necessità di dipendere dai dati. Il nostro scenario di base resta quello di una revisione al rialzo e una successiva pausa. L’inflazione si sta raffreddando, ma forse non così velocemente come molti speravano. Il mercato del lavoro si sta allargando e ci sono molti impulsi disinflazionistici in arrivo, evidenziati dalle prime indicazioni che il calo dei costi degli alloggi in tempo reale si sta finalmente facendo strada nei calcoli dell’inflazione. Tutto ciò offre alla Fed un ampio margine di manovra per procedere a 25 punti per poi fermarsi. Ma siamo chiari: una pausa non è un cambio di rotta. E questo è un punto chiave che vale la pena ribadire. Una svolta implica un passaggio a tagli più avanti nel corso dell’anno. Non ne siamo così sicuri. Ci aspettiamo che la Fed mantenga i tassi elevati ancora per un po’, dato che un aumento più prolungato nel tempo rimarrà la sua politica di scelta per riportare l’inflazione al suo obiettivo dichiarato del 2%.
Erik Weisman, Chief Economist and Portfolio Manager di MFS Investments Management
Ci sono tre considerazioni principali che impongono una sfida alla Fed questo mese. In primo luogo, sembra che l’attività economica stia rallentando. I dati fondamentali indicano un indebolimento. In secondo luogo, le voci che fanno riferimento all’inflazione sembrano più resistenti. In terzo luogo, First Republic è stata messa in amministrazione controllata. Queste tre forze contrastanti richiederanno alla Fed un delicato e difficile gioco di equilibri. Sembra incomprensibile che i mercati possano pensare che la Fed abbia definitivamente concluso il suo ciclo di rialzi. La mancanza di segnali chiari è il problema di Powell. Il messaggio per Powell è che non è il momento giusto per fare i vaghi. La Fed vuole basarsi sui dati e allo stesso tempo essere anticipatrice. Non siamo sicuri che possa farlo, soprattutto vista la velocità con cui è evoluto il ciclo economico. In ogni caso, solo sospendendo il proprio giudizio si può credere che questo ciclo non porterà a nuove turbolenze.
François Rimeu, Senior Strategist La Française AM
È ampiamente previsto che il Federal Open Market Committee (FOMC) aumenti i tassi di 25 punti base (bps) nella riunione di maggio, con un picco dei tassi nella fascia target prevista dai responsabili delle politiche della Fed a dicembre e marzo.
Di seguito le nostre aspettative:
- Il FOMC aumenterà i tassi di altri 25 punti base, portandoli a un intervallo del 5,00%-5,25%.
- Il presidente Powell indicherà una pausa a giugno per valutare l’effetto cumulativo dell’inasprimento della politica monetaria fino ad oggi, mantenendo la porta aperta a ulteriori rialzi dei tassi.
- Il presidente Powell segnalerà che la politica monetaria è condizionata dalle prospettive sia dell’inflazione che dell’attività economica reale.
- La comunicazione sarà il più flessibile possibile.
- Jerome Powell ribadirà che la Fed deve mantenere i tassi di interesse alti più a lungo, dato il rischio di un’inflazione di fondo persistentemente elevata, e che i responsabili politici della Fed non prevedono tagli dei tassi quest’anno.
- La Fed continuerà la stretta quantitativa al ritmo di 95 miliardi di dollari al mese.
In sintesi, ci aspettiamo che il FOMC indichi una pausa a giugno per valutare l’entità dell’inasprimento degli standard di prestito. Tuttavia, il presidente Powell non dovrebbe sostenere che il ciclo di inasprimento della Fed è terminato: il linguaggio delle dichiarazioni sarà importante perché la Fed non vuole allentare prematuramente le condizioni finanziarie. Riteniamo che questo avrà un impatto limitato sui tassi di interesse statunitensi, anche se trovare il giusto equilibrio potrebbe rivelarsi difficile per Powell.
Blerina Uruci, Chief US Economist at T. Rowe Price
Nella riunione della Fed di questa settimana un rialzo di 25 punti base è praticamente scontato. Tuttavia, l’idea che questo sia l’ultimo rialzo, e che presto seguiranno dei tagli, è troppo ottimistica. L’inflazione è ancora elevata/persistente, anche se sta rallentando, così come i dati sul lavoro. Dato che il Fomc si trova ad affrontare la più grande sfida inflazionistica degli ultimi decenni, per questo ciclo, dovrebbe essere pronto a dichiarare la fine dell’inasprimento e correre il rischio che i dati lo costringano a fare un’inversione di rotta da falco?
Il Dot Plot di marzo mostra perché dovremmo essere cauti
Subito dopo il fallimento di SVB a marzo, 7 membri del Fomc si aspettavano un ulteriore rialzo dopo la riunione di maggio. Le nuove informazioni ricevute a partire da marzo suggeriscono che: l’inflazione rimane persistente nella misura core, anche se gli effetti basati sull’energia mostrano un progresso significativo nell’inflazione headline, l’occupazione è rimasta forte (il ritmo di crescita dei salari nel primo trimestre, pari a 345mila, è stato superiore a quello del quarto trimestre 2022) e che le tensioni bancarie e la volatilità del mercato si sono attenuate rispetto al livello elevato di marzo.
È difficile avere esattamente ragione sul picco dei tassi di interesse, ma possiamo essere relativamente convinti di un paio di cose: che siamo molto vicini alla fine dei rialzi e che quest’anno la Fed non sarà in grado di tagliare i tassi di interesse in modo significativo. Non batterà ciglio di fronte ai dati economici più deboli e la svolta politica arriverà tardi. Guardando al 2022, pensiamo che sia stato l’anno in cui i mercati si aspettavano che la Fed facesse una pausa troppo presto, mentre il 2023 rischia di essere l’anno in cui i mercati prezzano tagli della Fed troppo in anticipo.
La Fed continuerà a seguire i dati, e i dati indicano una pausa, non dei tagli
Lo stress del settore bancario è un fattore che verrà preso in considerazione, ma per ragioni giuste o sbagliate, il Fomc probabilmente concluderà che una combinazione delle misure di mercato annunciate finora e un settore bancario ben capitalizzato gli daranno lo spazio necessario per perseguire il suo obiettivo di riduzione dell’inflazione, portandola vicina al target del 2%.
Quali dati influenzeranno il pensiero della Fed?
Se guardiamo all’indice dei prezzi al consumo e alla spesa per consumi personali, ad esempio, l’inflazione sta rallentando in modo significativo, guidata dagli effetti dell’energia. Il mercato del lavoro sta iniziando ad ammorbidirsi. Lo si può notare da misure quali le aperture di posti di lavoro e le assunzioni. Tuttavia, un punto chiave è che il tasso di disoccupazione è di circa il 3,5%, un valore ancora basso, e le richieste settimanali di disoccupazione sono basse nonostante l’aumento dei licenziamenti.
Si prevede un ulteriore inasprimento delle condizioni del credito. La prossima settimana saranno pubblicati i dati del Senior Loan Officer Opinion Survey (SLOOS). Le condizioni di prestito e la domanda di prestiti sono già rallentate in modo significativo. Il Fomc ne avrà già discusso nel corso della riunione di questa settimana e Powell probabilmente darà indicazioni sul risultato durante la conferenza stampa.
Redazione
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