I titoli a bassa capitalizzazione di alcuni settori soffrono per una dinamica dei flussi e non per problemi reali. Intervista a Antonio Amendola, portfolio manager, AcomeA SGR 

Quali opportunità individuate nel mercato azionario italiano nell’attuale scenario?

Attualmente c’è una importante divergenza di performance tra le large cap italiane e le mid-small cap, il tutto a vantaggio delle prime. Le large cap italiane sono trainate da tematiche macro e, in particolare, dal settore bancario, molto sensibile alle aspettative sui tassi. Al contrario i timori di recessione e la poca liquidità, hanno tenuto le mid-small cap frenate nella performance da inizio anno. Tuttavia, per quanto riguarda le banche, abbiamo già incorporato nei prezzi il beneficio che il rialzo dei tassi può dare sul margine di interesse mentre non sono prezzati eventuali scenari avversi sulla macroeconomia e su un aumento delle provision.

Per quanto riguarda le mid-small cap, invece, abbiamo multipli molto contenuti con business che stanno continuando a fare bene nonostante tutti gli eventi avversi (inflazione, shortage di semiconduttori, rallentamenti nelle consegne, ecc.). Crediamo quindi ci siano molte opportunità tra le Pmi, specie nel comparto industriale e tecnologico, in quanto sono al momento penalizzate per una dinamica di flussi e non per reali problematiche sui business o eccessive valutazioni. Inoltre, le Pmi italiane hanno mediamente livelli di indebitamento contenuto, il che le tiene al riparo da elevati costi di rifinanziamento.

Il peso dei titoli bancari è molto elevato all’interno dell’indice FTSE MIB. Dopo anni di sofferenza, gli utili delle banche italiane hanno archiviato il 2022 con una crescita record. Si tratta di un buon auspicio per la potenziale performance dell’indice nel medio termine?

Il settore bancario è quello che sta trainando maggiormente il listino principale italiano. Le banche italiane sono da sempre state sottopesate nei portafogli dei gestori per due motivi: rischio Italia e poca redditività del business, in un contesto di tassi prossimi allo zero o negativi. Oggi sicuramente la sostenibilità del business bancario ha cambiato forma nel contesto di rialzo dei tassi in cui ci troviamo. Infatti, abbiamo assistito ad un importante re-princing del settore negli ultimi mesi.

A questo punto, però, bisogna iniziare a valutare in termini di rischio/rendimento se da qui in poi abbiamo già incorporato tutto o in parte il beneficio dei tassi sul margine di interesse delle banche. Va inoltre considerato che in caso di risk-off di mercato, il settore bancario, è la prima valvola di sfogo per il mercato. Crediamo, quindi, che a questi livelli ci possano essere più rischi sul downside che sull’upside del settore.


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.