Le valutazioni di molte società a piccola e media capitalizzazione non riflettono le potenzialità del business. Intervista a Michele Corno, fund manager di Pharus

Quali opportunità individuate nel mercato azionario italiano nell’attuale scenario?

In questo momento riteniamo che il segmento più interessante da guardare siano le small e mid cap. Infatti sono società che mostrano multipli ben al di sotto della media, con valutazioni che rispecchiano le condizioni del mercato piuttosto che l’andamento del business dell’azienda. Guardiamo con attenzione ai settori tecnologico, industriale e manifatturiero, e in particolare a tutte quelle società caratterizzate da solidi bilanci, ampia penetrazione internazionale, una marginalità sostenibile e posizione finanziaria netta adeguate che potrebbero beneficiare di un ribasso di inflazione, offrendo buone occasioni per investimenti a medio e lungo termine.

Michele Corno
Il peso dei titoli bancari è molto elevato all’interno dell’indice FTSE MIB. Dopo anni di sofferenza, gli utili delle banche italiane hanno archiviato il 2022 con una crescita record. Si tratta di un buon auspicio per la potenziale performance dell’indice nel medio termine?

Attualmente ci troviamo in un contesto macroeconomico di riduzione dei tassi di interesse e di inflazione in discesa. Nonostante la possibilità che continuino a beneficiare dell’aumento dei tassi registrato fino ad ora, nei prossimi mesi le Banche Italiane potrebbero però fare più fatica.

Innanzitutto in quanto riteniamo che gli effetti positivi del rialzo dei tassi sulle marginalità siano già scontati nei prezzi. In secondo luogo ci sono vari elementi che potrebbero drenare la redditività delle banche.

Da un lato la crisi bancaria internazionale e il caso Europeo con Credi Suisse porteranno a un incremento dei costi di finanziamento a livello europeo, soprattutto sulle emissioni subordinate e sui CoCo. In secondo luogo sarà necessario considerare il costo del funding relativo a un riprezzamento sui depositi che le banche dovranno fare per adeguarsi a un contesto di tassi più elevati per evitare una fuga dai depositi.

Non da ultimo lo spostamento dell’attenzione sul rallentamento economico porterà il mercato a incorporare un incremento delle perdite sui crediti. È per questi motivi che le Banche Italiane potrebbero non godere più, nei mesi a venire, della spinta registrata fino ad ora. Essendo il settore trainante, un rallentamento delle banche sarà inevitabilmente riflesso anche nell’indice principale, che nonostante tutto beneficia di un contesto valutativo molto supportivo, e il cui andamento potrebbe essere trainato da altri settori.


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Rocki Gialanella

Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.