Intervista a Flavio Carpenzano, Investment Director per il Reddito Fisso di Capital Group

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La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

 

Flavio Carpenzano

Il sell-off osservato nel 2022 nei mercati obbligazionari è dipeso dall’aggressivo incremento dei tassi d’interesse e non ha riguardato solamente un’area o un segmento specifico.

Per quanto il 2022 sia stato difficile, la buona notizia è che, quando si verifica un repricing trainato dai tassi, questo crea opportunità in tutti i segmenti del comparto creditizio, consentendo di diversificare il portafoglio senza sacrifici significativi sul fronte dei rendimenti.

L’incremento dei rendimenti ha ripristinato il ruolo dell’obbligazionario come fonte di reddito e fattore di diversificazione per i portafogli. L’attuale mix tra valutazioni e prospettive macroeconomiche crea un’interessante opportunità a lungo termine.

Qualora i tassi rimanessero più elevati più a lungo gli investitori obbligazionari percepirebbero gli attuali livelli molto elevati di rendimento; se invece l’economia entrasse in recessione e le banche centrali iniziassero a mettere in atto un allentamento delle politiche monetarie trarrebbero profitto dall’aumento dei prezzi oltre che dai rendimenti stessi.

Nell’high yield ravvisiamo già un certo valore. Con il rallentamento dell’economia, secondo le nostre previsioni, più avanti nel corso di quest’anno si presenteranno opportunità di acquistare più titoli high yield a spread più ampi.

Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?

La nostra attenzione si concentra sulle società con elevati flussi di cassa e meno esposte a una potenziale recessione, come quelle con rating BB nel settore farmaceutico e in quello delle telecomunicazioni. Guardando al mercato high yield nel suo insieme è importante riconoscere come negli ultimi anni sia cambiato molto: oggi si tratta di un indice di qualità molto più elevata, con circa il 50% delle società high yield statunitensi che possiede attualmente un rating pari a BB.

Ravvisiamo specifiche opportunità tra i titoli dei mercati emergenti in dollari. Si tratta di un segmento ampio e variegato, suddiviso all’incirca in maniera eguale tra emittenti investment grade e high yield. Al momento ravvisiamo maggior valore negli emittenti dei ME con rating high yield.

L’America Latina offre a nostro giudizio valore; nell’area, infatti, gli emittenti sono favoriti dall’ingente export di materie prime (sulla scia della riapertura cinese), mentre le banche centrali hanno incrementato i tassi per contrastare l’inflazione in maniera più proattiva rispetto alle loro omologhe dei mercati sviluppati.

Riscontriamo poi specifiche opportunità tra le obbligazioni corporate high yield fortemente esposte all’immobiliare commerciale che hanno subito un sell-off sulla scia della pressione generalizzata che ha riguardato quest’ultimo. Esaminando più da vicino gli asset sottostanti, tuttavia, si tratta spesso di ottimi immobili; quindi, è possibile detenere tali titoli in tutta tranquillità. La chiave, come sempre, è un’approfondita ricerca bottom-up sui fondamentali.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.