Intervista a Tony Appiah, Client Portfolio Manager, Europe Nuveen Equities & Fixed Income

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

 

Tony Appiah

Attualmente, la maggiore qualità del credito del mercato high yield lo rende certamente meno rischioso dal punto di vista del rischio di insolvenza rispetto al passato.

Sebbene la percentuale più elevata di titoli con rating ‘BB’ sia un fattore che contribuisce al ridotto rischio di default, la quota relativamente bassa del mercato dei titoli con rating da ‘C’ a ‘CCC+’ ha un impatto ancora maggiore.

Attualmente circa l’11% del mercato ha un rating ‘C-CCC+’ rispetto al 19% che si registrava nel 2007. La probabilità di insolvenza aumenta esponenzialmente al diminuire del rating. Infatti, su un periodo di 5 anni, la probabilità di default per i ‘BB’ è del 3,5%, per i ‘B’ del 12% e per i ‘C-CCC+’ del 37%.

Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli?

Dal punto di vista della duration, al momento stiamo trovando valore lungo tutta la curva dei rendimenti.  L’inversione della curva dei rendimenti dei Treasury offre opportunità nella parte anteriore della curva, i titoli a più breve scadenza, ma anche nella parte inferiore della curva, le scadenze medie, spesso attraverso il mercato primario. E poi troviamo grandi opportunità idiosincratiche nella parte lunga della curva.

Dal punto di vista settoriale, stiamo guardando a vari settori sia attraverso il mercato delle nuove emissioni sia attraverso le contrattazioni secondarie. Manteniamo un sottopeso su settori selezionati che sono più vulnerabili al rischio di recessione/rallentamento economico, come ad esempio leisure e beni strumentali. Ma abbiamo anche colto opportunità idiosincratiche dove riteniamo che il rischio di credito sia sopravvalutato dal mercato, ad esempio nel settore retail.

Infine, sul fronte geografico, direi che siamo concentrati sul Nord America, con esposizioni anche in Europa occidentale, dove siamo attualmente favorevoli a una serie di emittenti nei settori delle telecomunicazioni e dei media.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.