Intervista a Sara Salomoni, Fixed Income Portfolio Manager di Arca Fondi SGR

 

La qualità complessiva delle obbligazioni high yield è migliorata negli ultimi anni, con circa il 50% che si colloca nel rating BB. Ritenete che questi livelli rendano l’asset class meno rischiosa in caso di recessione?

 

Sara Salomoni

Banche centrali accomodanti e una forte ripresa economica dopo il covid hanno portato a un miglioramento delle metriche di credito negli ultimi anni e nell’universo high yield abbiamo visto un aumento delle BB e un record di società “rising star”, ovvero con rating migliorato da high yield a investment grade.

Allo stesso tempo un mercato obbligazionario più accomodante si è aperto a emittenti che in passato avevano dovuto contare su altre forme di finanziamento.

Ora ci troviamo però ad un bivio. L’inflazione sino a ora ha generato effetti positivi sui bilanci delle società, in quanto queste sono riuscite ad aumentare i ricavi e i margini incrementando i prezzi alla clientela finale in misura superiore rispetto all’aumento dei costi effettivamente sostenuti.

Questi effetti positivi si stanno per esaurire a seguito di un plausibile rallentamento della domanda e un riallineamento del costo del lavoro. Inoltre il costo di rifinanziamento è aumentato significativamente con il rialzo dei tassi e la propensione a erogare prestiti delle banche ha registrato il livello più basso dal 2012.

Stiamo quindi cominciando a notare un peggioramento del merito creditizio degli emittenti con il numero di downgrade tra le CCC che è aumentato negli ultimi sei mesi e si è attestato al 30%. Da un punto di vista prospettico, a prescindere dal fatto che ci sarà una recessione o no, ci aspettiamo un aumento dei default, che andranno a incidere negativamente sulla rischiosità dell’asset class.

Visti gli attuali livelli di rendimento offerti dagli HY bond, quali duration, settori e aree geografiche, tendete a privilegiare all’interno dei vostri portafogli? 

In vista di una recessione o comunque di un rallentamento della crescita economica, la teoria insegna a privilegiare i settori difensivi a discapito di quelli ciclici. Per noi però l’analisi deve essere ancora più mirata e focalizzarsi sul singolo emittente soprattutto in questo contesto dove vediamo un rischio di aumento dei default.

Il nostro focus è quindi quello di analizzare i fondamentali delle società attuali e prospettici, la liquidità, l’abilità di poter accedere al mercato o ad altre forme di finanziamento per poter ripagare o rifinanziare eventuali bond prossimi alla scadenza, le aspettative di recovery rate per gli emittenti che vediamo più in difficoltà.

L’esposizione settoriale, a un rating o ad aree geografiche non è quindi frutto di scelte attive top-down bensì il risultato della selezione appena descritta. Ci focalizziamo inoltre sulle emissioni su cui prevediamo un possibile restringimento degli spread, quindi anche in questo caso la duration è il risultato di scelte operate bottom up più che di scelte top down.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.