A colloquio con Donato Savatteri, Country Head Italy, T. Rowe Price


Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?
Dalla fine del 2022 fino ai primi mesi del 2023, le azioni non statunitensi, in particolare quelle cinesi ed europee, hanno superato in maniera significativa le omologhe statunitensi.
Tuttavia, i fattori di impulso che hanno alimentato la sovra-performance potrebbero aver terminato la propria corsa. Nel frattempo, gli utili delle società statunitensi hanno registrato una decisa ripresa, dopo una lunga fase di deterioramento.
Il divario osservato nelle loro performance rispetto alle altre azioni globali si è più che dimezzato. Nonostante gli incombenti fattori di criticità, l’economia statunitense è rimasta resiliente. E le prospettive degli utili Stati Uniti tendono a essere positive. I titoli growth americani, soprattutto quelli tecnologici, sono stati spinti al rialzo dai recenti sviluppi sul fronte dell’intelligenza artificiale.
Le società del settore industriale statunitense hanno inoltre beneficiato della crescente domanda stimolata da una serie di provvedimenti legislativi: il Creating Helpful Incentives to Produce Semiconductors (CHIPS), lo Science Act, l’Inflation Reduction Act, senza dimenticare il conseguente reshoring delle attività aziendali. Esiste un fatto degno di nota, le valutazioni dei titoli statunitensi sono di gran lunga superiori a quelle delle altre azioni globali.
Al tempo stesso, questo divario di valutazione può essere giustificato dalle differenze di redditività societaria. Le azioni statunitensi sono più costose poiché hanno beneficiato di un notevole vantaggio di redditività, un divario che è andato crescendo gradualmente per quasi 15 anni.
Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?
A nostro avviso, il graduale decoupling dei settori tecnologici di Stati Uniti e Cina sembra destinato a proseguire. Ciò potrebbe creare incertezza e rischi per le aziende che producono chip e altre tecnologie di nuova generazione legate all’intelligenza artificiale. La rivoluzione dell’IA è solo agli inizi, così come la risposta regolamentare.
I principi che guidano l’approccio degli Stati Uniti agli sforzi della Cina nel campo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie abilitanti vengono compresi meglio solo in questo momento, anche se le tensioni tra queste due potenze creano incertezza.
La politica interna, invece, sta ancora prendendo forma. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e le sue implicazioni per le Big Tech e per le altre aziende che sviluppano e utilizzano l’intelligenza artificiale generativa.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

