A colloquio con il team di gestione di Hedge Invest

Dopo aver sovraperformato per 12 degli ultimi 13 anni, cosa vi aspettate dall’equity Usa per i prossimi anni?
In questo momento storico risulta piuttosto difficile fare una previsione per i prossimi anni. Sicuramente gli USA sono avvantaggiati da una struttura del mercato azionario che potrebbe favorirne l’overperformance nel medio termine. Crediamo comunque che oggi l’economia globale sia troppo indebitata per assorbire senza scossoni tassi molto più alti su tutte le scadenze della curva.
Siamo dunque vicini a un probabile punto di inversione, dovuto al deterioramento del quadro macro, le cui prime avvisaglie si sono già registrate negli ultimi mesi. E che accelererà la riallocazione da parte degli investitori fuori dall’azionario a favore dell’obbligazionario. Migliori opportunità si potranno cogliere a livelli molto più bassi di quelli odierni.
Alcuni studi ipotizzano che la graduale diffusione dei progressi tecnologici guidati dall’IA dovrebbe dare una spinta alla produttività degli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale riporterà il dominio del mercato azionario Usa?
Le società che operano nel settore dell’intelligenza artificiale e dunque nell’elaborazione dei big data e i chatbot conversazionali come ChatGPT di OpenAI e Bard di Google, che tutti conoscono, fanno chiaramente riferimento al mercato americano.
Intelligenza artificiale è un termine generico che descrive la simulazione dell’intelligenza umana da parte dei computer e che è già diffusa, più di quanto le persone percepiscano, nella vita di tutti i giorni, dal filtraggio delle e-mail di spam alla pianificazione dei viaggi per evitare il traffico.
Secondo diverse società di ricerca questo è un trend che potrà registrare una crescita imponente nei prossimi anni. Perciò molti investitori, anche retail, a partire da quest’anno, hanno iniziato a prestarvi attenzione.
Apple, Amazon, Google, NVIDIA sono stati tra i primi beneficiari della first wave di interesse. Quindi a diretto appannaggio delle big tech US. Al momento questo sembra un dominio difficile da scardinare e potrebbe senz’altro essere un vantaggio ulteriore nel medio periodo per il mercato statunitense.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

