A cura di Alexis Bienvenu, gestore di La Financière de L’Èchiquier

 

Il balletto dei voli diplomatici su Tel Aviv non riesce, per ora, a porre rimedio agli scontri nella regione. A Washington, nonostante le questioni urgenti, le votazioni si susseguono instancabilmente e non hanno ancora portato all’elezione di uno speaker alla Camera dei Rappresentanti. Il vertice dedicato all’iniziativa delle Vie della Seta a Pechino ha visto un Vladimir Putin pavoneggiante posare accanto a Xi Jinping in una posizione di presunta sfida nei confronti della Corte penale internazionale, a tal punto “internazionale” che la Cina non la sostiene.

Queste poche istantanee, tra le tante, illustrano la profonda frattura che affligge il mondo. Non solo tra democrazie e regimi autoritari ma all’interno addirittura dei Paesi democratici, tra liberali e anti-liberali; tra democratici e repubblicani; tra “pro-ESG” e “anti-ESG” (o tra “terrapiattisti” e “non-terrapiattisti”!).

Eppure, alcune istituzioni chiave continuano a funzionare al meglio. Vale per parecchie aziende, associazioni e … banche centrali!
Per quanto riguarda le aziende, la stagione alle porte delle pubblicazioni ne è un’ulteriore dimostrazione: alcune sono in forma smagliante! NETFLIX, ad esempio, nonostante un significativo aumento dei prezzi, ha visto crescere la sua base di abbonati più del previsto.

NOVO NORDISK sta riscuotendo un notevole successo con i suoi farmaci per il diabete e il titolo ha fatto quasi il 50% quest’anno. Lo stesso vale per ELI LILY & Co, nello stesso settore, negli Stati Uniti (+40% annuo in 5 anni).

Lato banche centrali, sono molti gli esempi di meccanismi ben oliati. Prestando molta attenzione ai dati sull’inflazione, reagiscono con tatto ai cambiamenti economici, senza fretta o ritardi. La Banca d’Inghilterra, ad esempio, contro ogni aspettativa, ha evitato un nuovo rialzo dei tassi pensando che la traiettoria dell’inflazione fosse piuttosto rassicurante nel medio termine, anche se si possono ancora temere delle scosse a breve.

D’altro canto, quella statunitense ha inasprito la sua posizione – senza applicare tuttavia nuove misure drastiche – quando ha notato che il mercato del lavoro continuava a essere molto teso. Abbiamo persino visto quella turca trarre lezioni dai suoi passati fallimenti nel contenere l’inflazione, aumentando drasticamente i tassi e invertendo così anni di politica monetaria non ortodossa e fallimentare.

Sebbene le banche centrali non siano certo al riparo dagli errori e se devono talvolta combattere delle crisi da loro stesse create – come l’eccesso di liquidità iniettata durante l’episodio del Covid che, in parte, spiega l’inflazione – e sebbene i governi abbiano la loro parte di responsabilità, la storia dimostra che nel complesso si può attribuire loro un elevato grado di affidabilità e una capacità di correggere i propri errori di percorso.

Se si dovesse profilare una nuova crisi sistemica, ci sarebbe da scommettere che saprebbero contrastarla efficacemente, ripristinando i flussi finanziari oltre le spaccature e assicurando, in ultima analisi, la liquidità delle istituzioni chiave, e talvolta persino la loro solvibilità.

Ciò non significa che ogni crisi debba essere smorzata. Alcune correggono eccessi controproducenti. Ad esempio, i tassi di interesse elevati aumenteranno automaticamente il numero di default di aziende particolarmente indebitate, il cui modello operativo non era comunque solido. Le difficoltà che ne derivano, comprese sul piano sociale, porteranno purtroppo a opportunità per altri attori. Lo stesso varrà per il settore immobiliare che, grazie ai bassi tassi di interesse, ha catturato una quota storicamente senza precedenti di risparmio, a scapito degli investimenti produttivi.

Fratture, riconfigurazioni e una competizione inarrestabile sono parte integrante dell’avventura umana, delle sue tragedie così come dei suoi folgoranti successi. Anche se oggi il mondo sembra particolarmente lacerato, il passato ci ricorda non solo che è sempre stato così, ma che alcune istituzioni sono ancora sufficientemente funzionali perché qualche spaccatura del mondo possa essere colmata o aggirata e i flussi economici, come altri, ristabiliti.


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Redazione

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