Intervista a Tiffany Wilding, North American Economist di PIMCO
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I Treasury sono affondati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo verso l’alto i rendimenti, cosa alquanto strana poiché nei casi di crescente pericolo percepito dagli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in asset rifugio. Come interpretare il calo delle quotazioni?

Il sell-off del mercato dei titoli di Stato è in gran parte determinato dalle aspettative degli investitori su un’economia statunitense sempre più resiliente, a nostro avviso.
Tuttavia, non crediamo che i movimenti del mercato siano dovuti alle preoccupazioni degli investitori circa l’inflazione in un’economia resiliente e ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Riteniamo invece che il sell-off sia dovuto alla riduzione delle aspettative di recessione, che potrebbe in realtà portare a un aumento dell’offerta di titoli di Stato. Di conseguenza, gli investitori chiedono un premio più elevato per detenere obbligazioni a più lunga scadenza.
L’aumento dei rendimenti obbligazionari ha coinciso con un irripidimento della curva dei rendimenti (in particolare, della curva dei rendimenti reali). Il che suggerisce che gli investitori chiedono un maggiore “cuscinetto di rendimento”, ossia un premio a termine più elevato, per acquistare titoli di Stato a più lunga scadenza.
Ciò che sembra un controsenso in questa situazione è che le minori probabilità di recessione potrebbero aumentare le aspettative degli investitori sulla futura offerta di obbligazioni al mercato. Di solito una crescita migliore aumenta le entrate statali attraverso un maggior gettito fiscale e il fabbisogno di finanziamento pubblico diminuisce.
Tuttavia, questo non sta accadendo attualmente, perché in assenza di una recessione imminente, le banche centrali possono ridurre le proprie disponibilità obbligazionarie in misura maggiore di quanto fatto altrimenti.
Inoltre, le prospettive fiscali potrebbero essersi ulteriormente deteriorate, poiché gli incentivi governativi a sostegno delle energie rinnovabili potrebbero diminuire le entrate fiscali in questo settore in crescita.
Ritenete che quello attuale rappresenti un buon punto di ingresso per chi voglia aumentare la quota di portafoglio destinata ai treasury decennali o che sia meglio focalizzarsi su titoli di Stato Usa a scadenza più breve?
Riteniamo che l‘irripidimento della curva dei rendimenti crei una grande opportunità per gli investitori nei mercati monetari di considerare l’aggiunta di asset a più lunga durata. I rendimenti di partenza sono elevati rispetto ai livelli storici e ad altre asset class su una base corretta per il rischio.
Questo cuscinetto di rendimenti, in un contesto ancora molto incerto, potrebbe aiutare gli investitori a costruire portafogli resilienti con un rischio moderato. In altre parole, la narrativa dell’offerta potrebbe già essersi riflessa nel prezzo (e nel rendimento) dei Treasury. Ma stiamo osservando ciò che non è nel prezzo: il rallentamento della crescita e i maggiori rischi di recessione che molto probabilmente deriveranno dalle condizioni finanziarie ora più rigide.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

