A cura di Willem Klijnstra, Asset Allocation Strategist, Legal & General Investment Management (LGIM)

Negli ultimi mesi, l’andamento economico dell’Europa ha rispettato quelle che erano le nostre previsioni, con la stagnazione in corso che si dovrebbe gradualmente trasformare in recessione, per via di un mercato del lavoro più debole e di condizioni finanziarie più stringenti.

Willem Klijnstra

Al contrario, gli Stati Uniti le hanno disattese, dimostrandosi straordinariamente resilienti di fronte ai tassi d’interesse più elevati. Riteniamo però che i recenti dati stiano mostrando segnali di cedimento anche nell’economia americana.

E, per questo, noi di LGIM abbiamo preferito schierarci con l’azionario europeo, contrariamente a quella che l’opinione più diffusa al momento.

Sebbene la crescita del Pil statunitense nel terzo trimestre si sia rivelata forte, noi crediamo che il +4,9% sopravvaluti i fondamentali sottostanti e che gran parte di questo risultato oltre le attese sia in realtà imputabile a una politica di sostegno fiscale inaspettatamente favorevole, sostenuta da un allargamento del deficit pubblico senza precedenti al 7,5%, contro il 4% del 2022 (dati LGIM aggiornati al 3 novembre 2023 e aggiustati ai prestiti studenteschi).

Ciò ha portato a un aumento della spesa e delle assunzioni da parte dei governi locali e a un balzo del settore manifatturiero, sostenuto dai tagli delle tasse. Un altro elemento di cui molti economisti stanno discutendo riguarda i risparmi che i cittadini avevano accumulato durante gli anni della pandemia. E che stanno impiegando più tempo del previsto per essere esauriti.

Tuttavia, la recente crescita dei consumi è stata determinata da un ulteriore calo del tasso di risparmio e non dalla crescita del reddito disponibile reale. Senza una continua e forte crescita degli occupati, i consumatori sono vulnerabili- Il che rende il rapporto sull’occupazione pubblicato il 3 novembre scorso un potenziale punto di svolta.

Infatti, i dati apparsi in quel report erano considerevolmente deboli e non ci si deve fare ingannare da quella crescita di 150mila posti concentrati in un paio di settori, poiché a questa si accompagnavano anche paragrafi che descrivevano revisioni a ribasso rispetto ai mesi precedenti, ore lavorate in calo, aumento della disoccupazione e anche un modesto calo della partecipazione al lavoro.

Se a questo si aggiunge quanto riportato sopra, si hanno tutte le indicazioni di un’economia in frenata. Sebbene, al momento, non ci sia niente che porti a scartare la possibilità di un “soft landing”, riteniamo che la politica fiscale espansiva abbia nascosto quella stretta economica derivante dai tassi d’interesse più alti e da un accesso al credito più difficile, due fattori che faranno sentire i propri effetti molto presto, visto che la prima sarà molto più restrittiva a partire dai prossimi mesi, che l’inflazione potrebbe rimanere su livelli alti nei primi mesi della flessione e che quando questa tornerà al livello target, potrebbe essere troppo tardi per prevenire la recessione.

Invece, per quanto riguarda il Vecchio Continente, riteniamo che questo goda di valutazioni molto più attrattive; eppure, è sorprendentemente poco amato dagli investitori. Lo dimostra il fatto che, nel suo equity outlook per il 2024, una delle principali banche al mondo ha dichiarato di sottopesare l’Europa in favore degli USA; segno evidente di uno scetticismo al quale LGIM, per il momento, si oppone, assumendo una posizione lunga nei titoli azionari dell’Eurozona rispetto agli Stati Uniti.

Infatti, riconoscendo anche l’importanza delle differenze tra un settore e un altro, abbiamo aggiunto una piccola posizione lunga nel Nasdaq, ad alto contenuto tecnologico, alla nostra posizione lunga europea. Riteniamo che questo ci offra la giusta combinazione di esposizione, sfruttando il pessimismo dell’Area Euro, ma evitando di fare della tecnologia il settore dominante.


Avatar di Sconosciuto
Redazione

La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.