Una combinazione di Treasury a breve e lunga scadenza per affrontare le incertezze dei mercati. A colloquio con Dario Angelino, responsabile investmenet adviosry di Symphonia SGR

I Treasury sono affondati di prezzo a un ritmo sostenuto, spingendo verso l’alto i rendimenti, cosa alquanto strana poiché nei casi di crescente pericolo percepito dagli investitori i titoli di Stato USA si trasformano in asset rifugio. Come interpretare il calo delle quotazioni?
L’aumento della domanda di beni rifugio per la crisi in Medio Oriente e la recente retorica meno “hawkish” della Federal Reserve non sono bastati a fermare il rialzo dei rendimenti obbligazionari a lungo termine.
L’orientamento della Fed di mantenere i tassi di interesse stabili agli attuali elevati livelli ha spostato la volatilità sulla parte lunga della curva dei rendimenti dei Treasuries, che riflette ora maggiormente i rischi inflazionistici legati sia all’andamento dell’economia più forte del previsto che all’andamento del prezzo del petrolio.

Ritiene che questo sia un buon punto di ingresso per coloro che vogliono aumentare la quota del loro portafoglio allocata ai Treasury decennali, o è meglio concentrarsi sui titoli di Stato americani a più breve scadenza?
Il fallito superamento della soglia del 5% ha segnato l’inizio della fase di consolidamento per i Treasuries decennali americani.
Un “tetto” sostenibile alla corsa al rialzo dei rendimenti a lungo termine ha tuttavia richiesto una combinazione di fattori: la Fed che ha ribadito l’approccio “higher for longer” sui tassi d’interesse, le aste di Treasuries a lungo termine inferiori alle attese per il periodo novembre-gennaio e la comparsa delle prime sorprese negative sui dati macroeconomici americani relativi al quarto trimestre.
È tuttavia improbabile che la discesa dei rendimenti prosegua fino ai livelli di giugno. Fintanto che la curva dei rendimenti rimane invertita e la politica fiscale altamente espansiva, il Tesoro continuerà a faticare a collocare la crescente mole di Treasuries a lungo termine.
In Giappone i rendimenti dei JGB continuano a salire, filtrando sui mercati globali. Soprattutto, una discesa troppo rapida vanificherebbe la restrizione delle condizioni finanziarie degli ultimi mesi, riaccendendo il rischio di nuovi rialzi dei tassi da parte della Fed.
Data la possibilità che i timori di recessione tornino ad affacciarsi nei prossimi mesi, un modesto allungamento della duration in portafoglio è attraente in ottica di protezione. Ma per il momento il focus rimane sulle scadenze brevi, che in caso di recessione beneficerebbero altrettanto della prospettiva di rapidi tagli dei tassi d’interesse.
Rocki Gialanella
Laurea in Economia internazionale presso l’Università degli Studi di Napoli ‘Federico II’. Ho abbracciato il progetto FondiOnline.it nel 2001 e da allora mi sono dedicato allo sviluppo/raggiungimento del target che ci eravamo prefissati: dare vita a un’offerta informativa economico-finanziaria dal linguaggio semplice e diretto e dai contenuti liberi e indipendenti. La storia continua con FONDI&SICAV.

