A colloquio con Filippo Garbarino, gestore Lemanik

Sull’azionario dell’area euro è sempre aperta la discussione sulla forte sottovalutazione rispetto a quello statunitense. Il P/e è nettamente inferiore rispetto a quello dell’S&P 500. Per trovare un divario simile a quello attuale dobbiamo risalire al 2011, all’apice della crisi dell’eurozona. Qual è la vostra valutazione?

Generalmente i mercati azionari prezzano le aziende quotate in modo efficiente. Pertanto, se vi è una differenza di valutazione significativa che perdura nel tempo, come è stato negli ultimi anni tra USA ed Europa, è molto probabile che alla base vi siano motivi validi da un punto di vista fondamentale.
Oggi l’indice S&P 500 viene scambiato a un premio del 50% rispetto all’indice Eurostoxx 50. Riteniamo che tale premio possa essere spiegato da una serie di motivi. Quello principale è legato alla composizione degli indici stessi.
Il mercato USA infatti ha un maggior numero di aziende ad altra crescita, con i settori tecnologia e comunicazioni che pesano per circa il 40% rispetto al 20% in Europa. Tali aziende hanno bilanci forti grazie alla solida generazione di cassa, presentando un rischio finanziario minore rispetto alle aziende europee.
Crescita maggiore unita a un rischio finanziario minore si traducono in multipli più elevati per il mercato USA. La guerra in Ucraina inoltre ha generato uno sconto legato al rischio geopolitico, più alto in Europa rispetto agli USA.
L’Eurozona presenta un quadro eterogeneo a livello macro. Quali Borse dell’area ritenete siano le più interessanti in questa fase?
Riteniamo molto interessante il mercato francese, non tanto per un motivo macro ma piuttosto per la qualità dei componenti del suo indice principale CAC 40. Nell’indice sono presenti aziende come LVMH, Hermes, L’Oreal, Air Liquide, Safran.
Pur non appartenendo al settore tecnologico, tali aziende hanno solide prospettive di crescita, ottima generazione di cassa e management eccellenti. Un altro mercato che potrebbe andare bene, anche grazie al contenimento della crisi energetica, è quello tedesco nel quale vi è una importante concentrazione di aziende industriali.
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

