I commenti a cura degli esperti di Allianz GI, abrdn e Axa Im in vista della riunione della Federal Reserve
Franck Dixmier, global CIO fixed income di Allianz Global Investors
L’inflazione persistente significa che a nostro avviso la Fed non è ancora in grado di tagliare i tassi
Tuttavia, i recenti commenti del presidente della Fed Jerome Powell aprono la porta ad un allentamento più avanti nel 2024
Ci aspettiamo che il primo taglio dei tassi arrivi a giugno, una volta che il rallentamento dell’economia si sarà tradotto in un calo dei prezzi.
James McCann, deputy chief economist, abrdn
La Fed teme che l’ultimo tratto della sua lotta all’inflazione possa rivelarsi in salita e i dati dell’IPC di quest’anno non fanno che aumentare tali timori.
In questo contesto, la banca centrale invierà un messaggio cauto ai mercati, riconoscendo i progressi compiuti nella riduzione dell’inflazione, ma avvertendo che è necessario un ulteriore rallentamento per giustificare una riduzione dei tassi di interesse.
La buona notizia è che l’inflazione dovrebbe attenuarsi nel corso della prima metà dell’anno, preparando un primo taglio dei tassi da parte della Fed a giugno. Prevediamo, infatti, che il FOMC continui a prospettare tre tagli quest’anno nelle previsioni aggiornate sui tassi d’interesse di questa settimana, in linea con queste tempistiche. Tuttavia, il presidente Powell chiarirà che ulteriori delusioni sul fronte dell’inflazione comporterebbero la necessità di mantenere i tassi “higher for longer”.
Gilles Moëc, AXA Group chief economist and head of AXA IM research
Esiste il rischio che la Fed non riesca a tagliare affatto i tassi quest’anno? Non ne siamo convinti.
Come deve muoversi la BCE davanti all’incertezza della Fed?
L’esito dei negoziati salariali spalanca la porta alla normalizzazione da parte della BOJ
Il mercato è passato dalle aspettative esuberanti di tagli massicci da parte della Fed a prezzare appena tre tagli nel 2024. Il clima attuale è che esiste il netto rischio che la banca centrale statunitense non sia in grado di effettuare alcun taglio quest’anno, a causa della finestra di allentamento che si sta chiudendo ben prima delle elezioni presidenziali. Concordiamo sul fatto che alcuni dettagli chiave degli ultimi dati dell’indice dei prezzi al consumo siano preoccupanti, ma riteniamo anche che ci siano abbastanza segnali in altri campi affinché Jay Powell orientarsi verso una graduale rimozione di parte dell’attuale orientamento restrittivo. I dati rivisti di gennaio e i dati di febbraio sui salari sono stati rassicuranti, ad un ritmo in linea con un ritorno al 2% di inflazione, data la solida performance di produttività degli Stati Uniti. Segnaliamo anche un recentissimo documento della Brookings Institution secondo cui l’immigrazione netta negli Stati Uniti, molto più alta del previsto, potrebbe spiegare il motivo per cui l’economia statunitense continua a creare molti posti di lavoro senza innescare ulteriori tensioni sui salari.
Per quanto riguarda i vincoli politici, riteniamo che per la Fed sarebbe rischioso in termini reputazionali lasciarsi influenzare dalle elezioni imminenti, scegliendo l’inazione, qualora i dati giustifichino un allentamento monetario, e non c’è un modello storico evidente che dimostri un’influenza significativa del contesto pre-elettorale sulle decisioni della Fed.
Come deve muoversi la BCE davanti all’incertezza della Fed?
Il rischio che la Fed tagli i tassi più tardi del previsto assume una particolare risonanza per la Banca Centrale Europea (BCE), dal momento che la possibilità di ridurre i tassi in modo indipendente è stata sollevata durante l’ultima conferenza stampa. Christine Lagarde ha affermato senza ambiguità che la BCE deve fare ciò che è più opportuno per l’area dell’euro, ma probabilmente la questione si protrarrà almeno fino alla riunione di giugno.
Il motivo principale – e forse l’unico – per cui la BCE dovrebbe preoccuparsi di questa probabile decisione della Fed è che potrebbe alterare la traiettoria dell’inflazione europea attraverso le ramificazioni del tasso di cambio. Siamo tuttavia convinti che, condizioni interne permettendo, la BCE taglierà comunque i tassi a giugno anche se la Fed decidesse restare ferma.
Redazione
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