Con mercati del credito molto stretti, privilegiamo i crediti difensivi a elevata cedola per ottenere ritorni potenziali affidabili. Linus Claesson, CFA, portfolio manager del fondo Neuberger Berman Corporate Hybrids
Il sentiment di mercato è passato rapidamente dalla paura all’euforia, con conseguenti premi per il rischio elevati sui mercati del credito rispetto alle medie storiche. Nonostante ciò, riteniamo che il credito presenti ancora prospettive interessanti, anche se non uniformemente distribuite. Un segmento che riteniamo interessante è quello meno affollato delle emissioni ibride.
Questi bond permettono agli investitori di ottenere un’esposizione a cedole elevate dalle parti subordinate delle strutture di capitale del debito di società investment grade, offrendo al contempo vantaggi di diversificazione rispetto ai titoli finanziari, che costituiscono la parte più consistente dei benchmark investment grade.
Tendiamo a considerare il profilo di ritorno degli ibridi societari in termini di componenti di rischio di tasso, credito e sub-senior. Sulla base di questo quadro di riferimento, le nostre prospettive di base per il 2024 per i rendimenti ibridi sono le seguenti.
- Tassi: il nostro scenario di base prevede tassi in Europa pari a (1) un obiettivo di inflazione a lungo termine del 2% plus e (2) premi a termine dello 0,15% per una durata di cinque anni, per una componente di tasso fair value oggi pari a circa il 2,1-2,3%.
- Rischio di credito: gli spread senior da sette a dieci anni degli emittenti ibridi si attestano attualmente sui tassi dei titoli di Stato più 101 punti base. Sebbene questi spread siano piuttosto stretti, con i rendimenti ai livelli attuali ci aspettiamo una domanda continua, che potrebbe spingere gli spread senior degli emittenti investment grade al di sopra di 100 punti base rispetto ai titoli di Stato entro la fine dell’anno.
- Rischio sub-senior: escludendo il settore immobiliare, lo spread medio degli ibridi rispetto ai senior si attesta attualmente a circa 140 punti base. Le cedole elevate degli ibridi, il tempo limitato che manca alla data del primo richiamo e i solidi fondamentali degli emittenti suggeriscono che vi è ancora spazio per una modesta compressione.
Sommando tutti questi elementi, il nostro scenario di base per il rendimento all-in in euro di quest’anno è del 4,3- 4,8% (2,1-2,3% + 0,9-1,0% + 1,25-1,5%). La classe d’investimento attualmente rende il 5,6% in euro o il 7,3% se coperta in dollari, il che suggerisce un potenziale al rialzo. Anche in assenza di tale rialzo, riteniamo che le cedole elevate e lo sconto alla pari degli ibridi (93 dollari di prezzo medio) dovrebbero consentire di ottenere quest’anno ritorni totali costanti e altamente competitivi per l’asset class, in generale.
L’asset class ha dimostrato una buona capacità di recupero in diverse situazioni di stress del mercato, tra cui la pandemia, le crisi energetiche e il recente shock dei tassi. Le società si sono generalmente attenute alle convenzioni di mercato, richiamando e sostituendo le proprie obbligazioni come previsto, il che ci suggerisce che gli investitori sono stati più che compensati per i rischi specifici delle obbligazioni ibride.
Redazione
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