Una soluzione per chi non avrà la pensione? Incrementare la quota di investimento azionario con gli Etf sul Msci World. I risultati di un rapporto promosso da Trade Republic

Michele Reitano e Marco Di Pietro sono due docenti di economia all’Università La Sapienza di Roma. Di recente hanno pubblicato uno studio su alcune delle caratteristiche del sistema pensionistico italiano e su come esse vengono percepite dai nostri connazionali. Il rapporto è stato promosso da Trade Republic, neo-banca tedesca presente in tutta Europa e specializzata nell’offrire l’accesso al mercato degli Etf. Il gruppo è stato finora uno dei protagonisti della cosiddetta rivoluzione dei piani di accumulo in strumenti passivi, che ha visto il proprio epicentro in Germania e che sta ora diffondendosi in tutto il Continente.

I risultati evidenziati nella ricerca presentano diverse caratteristiche di interesse. Innanzitutto, i due docenti ricordano che oggi l’Italia è caratterizzata da uno degli assetti previdenziali fra i più sostenibili del pianeta. Il livello di finanziamento è infatti molto elevato e il modello basato sul sistema contributivo e su un’età di pensionamento relativamente avanzata fanno sì che chi ha alle spalle decenni di impiego stabile e ben retribuito oggi può ritirarsi dal lavoro con un assegno dell’Inps più che dignitoso. Inoltre, per questa categoria di lavoratori, il maggiore incentivo a dedicare parte del proprio reddito a soluzioni di investimento che fanno parte del secondo e del terzo pilastro è data dai notevoli incentivi fiscali, sotto forma di deduzioni dall’imponibile Irpef di queste contribuzioni fino a 5.164,57 euro all’anno.

Reitano e Di Pietro evidenziano che il nostro è un modello per certi versi ingiusto, sostanzialmente anti-progressivo, in cui i benefici più rilevanti sono riservati a quella fascia di lavoratori che può godere di un buon livello di redditi, oltre che di continuità di questi guadagni. Il discorso è diverso per l’ingente massa di persone, concentrata fra le fasce più giovani della popolazione, che spesso è soggetta a una marcata precarietà del lavoro. Queste ultime rischiano di trovarsi alla fine del proprio percorso produttivo con assegni previdenziali miseri, data anche la difficoltà ad accantonare risorse extra da dedicare a soluzioni complementari. Non sorprende che solo una minoranza degli intervistati (34,6%) si attende una pensione di livello dignitoso.

Per riuscire a ovviare a questi importanti ostacoli, possono essere adottate diverse soluzioni. Una di queste è incrementare la quota di investimento azionario nella propria allocazione utilizzando uno strumento come gli Etf sul Msci World. Essa andrebbe ad aggiungersi ai fondi pensione in cui si è investiti. Questo approccio rinuncia alla ricerca di alfa e si concentra sulle extra-performance dell’equity in generale rispetto ad altre asset class sul lungo periodo. Vista la diffusione e la liquidità di tali Etp, i costi sono minimi, il che dà una non insignificante spinta ai rendimenti netti. Ovviamente, dato l’incremento di volatilità che così si va a introdurre nel portafoglio, si tratta di un metodo che può essere adottato soprattutto dai risparmiatori meno anziani, che, infatti, dispongono del tempo necessario per gestire e superare le inevitabili fasi di bear market. Secondo il rapporto presentato, buoni risultati si ottengono dedicando a questa componente extra in azioni il risparmio fiscale che lo stato garantisce quando si contribuisce al secondo e terzo pilastro pensionistico.

 

 


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Boris Secciani

Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.