Con l’indebolimento dell’inflazione, le proiezioni indicano un primo taglio dei tassi a dicembre. Christian Scherrmann, DWS U.S. economist

A maggio, l’indicatore dell’inflazione preferito dalla Federal Reserve, il personal consumption expenditure (PCE) deflator, ha mostrato un notevole indebolimento. Questo risultato era ampiamente previsto, dato il contesto fornito da altri indicatori come l’indice dei prezzi al consumo (CPI) e l’indice dei prezzi alla produzione (PPI). La misura PCE headline è rimasta piatta rispetto ad aprile, con un aumento su base annua del 2,6%, leggermente inferiore al 2,7% di aprile. Nel frattempo, la misura PCE core (che esclude i prodotti alimentari e l’energia) è aumentata solo dello 0,1% su base mensile (in calo rispetto allo 0,3% del mese precedente), traducendosi in un aumento su base annua del 2,6% (in calo rispetto al 2,8%).

Oltre all’inflazione, il rapporto ha evidenziato anche un rimbalzo dei consumi a maggio, dopo un aprile più debole. I consumi personali, corretti per l’inflazione, sono aumentati dello 0,3% su base mensile dopo un calo dello 0,1% in aprile. Tuttavia, i consumatori continuano ad essere prudenti, come dimostra un ulteriore aumento del tasso di risparmio, questa volta dal 3,7% al 3,9%. Diversi fattori possono contribuire a questo comportamento prudente. L’esaurimento dei risparmi in eccesso derivante dalle misure di stimolo legate alla pandemia e i primi segnali di moderazione economica, tra cui l’allentamento delle condizioni del mercato del lavoro, potrebbero aver influenzato le decisioni dei consumatori.

Nel complesso, la politica della Federal Reserve sembra stia gradualmente ottenendo l’effetto desiderato: rallentare la domanda per raffreddare l’inflazione. In prospettiva, ci aspettiamo il proseguimento del processo disinflazionistico, poiché si prevede un’ulteriore moderazione dell’attività economica. Tuttavia, è improbabile che il ritmo molto lento dell’inflazione, come quello di maggio, persista.

Ci aspettiamo invece una tendenza più moderata, forse a un ritmo simile a quello osservato in aprile. Per la Federal Reserve, i dati di maggio suggeriscono che è sulla strada giusta, ma è probabile che siano necessari ulteriori progressi prima di considerare un adeguamento dei tassi di interesse. Le nostre proiezioni indicano un potenziale primo taglio dei tassi a dicembre, anche se un’accelerazione del rallentamento delle condizioni del mercato del lavoro potrebbe indurre a un adeguamento dei tassi prima, forse già a novembre o addirittura a settembre.


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Redazione

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