Il contributo di Massimo Siano, managing director e responsabile per il Sud Europa di 21Shares
Ritenete che l’investimento in Etp in criptovalute possa in futuro diventare una componente più strategica dell’asset allocation, abbandonando il carattere puramente tattico e speculativo comune fino a pochi anni fa?
«L’asset allocation strategica in criptovalute che non sia di mera natura speculativa è uno degli obiettivi che ci hanno spinto a creare i nostri Etp, tanto che in passato abbiamo pubblicato spesso simulazioni di quanto un portafoglio standard 60/40 trarrebbe vantaggio da una ripartizione che preveda anche il bitcoin o, meglio ancora, un basket di criptovalute. Un notevole contributo a fare passare questo messaggio ce lo ha dato l’approvazione da parte della Sec degli Etf sul bitcoin prima e su ethereum poi. Infatti, queste decisioni hanno portato una maggiore chiarezza normativa sullo status di questi asset, che ha permesso anche agli istituzionali Usa di investirvi, visto che prima non potevano farlo, e si stanno già vedendo gli effetti di questa decisione. Certamente, come sempre è stato, tra gli investitori ci saranno gli scettici a vita, gli eterni indecisi, i lenti, coloro che hanno appena approcciato questa asset class e gli entusiasti che investono da tempo nelle criptovalute, ottenendo significativi ritorni».
A vostro avviso, visti i recenti scandali e collassi, che cosa si potrebbe fare per stabilizzare il mondo delle criptovalute? Pensate che la crescita degli Etp in questo ambito, con la sua base diversificata di investitori, possa rappresentare un fattore di destabilizzazione?
«Innanzitutto, occorre avere l’intelligenza di studiare questo settore ancora agli albori senza pregiudizi; altrimenti si rischia di buttare il bambino con l’acqua sporca. Ritengo che chi non agirà in questo modo dovrà prima o poi confrontarsi con i propri clienti, che chiederanno spiegazioni su come mai non è stata loro data la possibilità di esporsi all’asset class più performante negli ultimi 10 anni. Per quanto riguarda gli Etp, a nostro avviso la loro crescita va proprio in questa direzione, poiché permette agli investitori di selezionare e di investire autonomamente negli asset digitali che ritengono più interessanti e di farlo attraverso uno strumento semplice, sicuro, regolamentato, che è acquistabile attraverso la propria banca o il proprio broker. così facendo si evitano così tutti quei rischi connessi al possesso diretto di criptovalute, come quelli legati alla cybersecurity. Per questo motivo, credo che la diffusione di strumenti quali gli Etp e simili possa stabilizzare il settore e la riprova di quanto affermato è l’aumento degli investitori di lungo termine in bitcoin».
Pensate che l’esplosione che si è vista in Germania dei piani di accumulo in Etf proposti da neo-broker possa estendersi al resto d’Europa e che possa rappresentare una fonte di liquidità importante per i cripto asset?
«In realtà, noi riteniamo che questa espansione sia già cominciata. Posso dire, infatti, che gli investitori retail italiani non sono secondi a nessuno da questo punto di vista e anche noi abbiamo visto che iniziano a fare piani di accumulo sugli Etp in criptovalute. Il mercato in questo segmento è in forte ascesa, anche grazie al fatto che è diventando un tema sempre più oggetto di discussione tra politici. A questo proposito, basterebbe pensare alla centralità che il bitcoin sta assumendo nella campagna elettorale di Donald Trump, testimoniata dalle sue parole pronunciate alla Bitcoin conference lo scorso 27 luglio e dall’avere scelto una persona da sempre “crypto-friendly” come J.D. Vance quale candidato alla vicepresidenza».
Poiché l’offerta è già molto ricca, ritenete che fra i provider di Etp in cripto ci sarà un maggiore consolidamento?
«Nel breve periodo no. Credo piuttosto che vedremo un maggiore numero di player, perché ritengo che la forte crescita degli ultimi cinque anni sia tutt’altro che finita. Naturalmente, noi, che abbiamo quotato oltre 40 Etp solo sulle criptovalute con anni di anticipo, godiamo di un “first mover advantage”, ma in questo settore, che è ancora in una fase embrionale, non è immaginabile stare fermi. È quindi difficile sapere quali saranno le evoluzioni future, quali provider continueranno a operare sul mercato e quali saranno estromessi».
In un orizzonte di medio periodo (tre-cinque anni) quale sviluppo pensate che avranno gli asset digitali e quale panorama vi attendete per gli Etp a essi dedicati?
«Riteniamo che i prossimi tre o cinque anni saranno un periodo di grande crescita per le criptovalute. Il primo elemento a sostegno di questa tesi è la profonda integrazione della tecnologia blockchain in altri settori, con ampi benefici per tutti gli utenti finali. Inoltre, prevediamo che anche la tokenizzazione si espanderà ulteriormente, andando a risolvere i problemi dell’infrastruttura della finanza tradizionale. Dopo il successo riscosso dalle security governative tokenizzate, è molto probabile che questo trend interesserà altri comparti, a vantaggio anche di quelle blockchain, quali ethereum, solana e chainlink, che sostengono il fenomeno e che saranno sempre più accettate e adottate dal grande pubblico: sarà incentivata, così, ancora di più l’innovazione on-chain. Un’altra area cui guardiamo con molta attenzione è l’intelligenza artificiale che, convergendo con la blockchain, potrebbe trasformare vari settori sfruttando i punti di forza di entrambi i campi. Per fare un esempio, il sistema di registrazione delle transazioni immutabile e verificabile della blockchain può divenire un elemento chiave nell’autenticazione delle grandi quantità di dati generati dall’Ai. Non è un caso che Fox Corporation abbia stretto una partnership con Polygon, che mira proprio a raggiungere questi risultati, dimostrandone il potenziale per l’adozione mainstream. Venendo invece agli strumenti di investimento, prevediamo una crescente domanda per un’esposizione diversificata e a basso costo tramite Etp basket e su singole criptovalute. Infatti, ci aspettiamo che gli investitori utilizzino sempre di più le criptovalute come allocazione strategica, per apportare una crescita potenziale e una maggiore diversificazione in un portafoglio tradizionale. Questa maggiore adozione delle cripto creerà una vigorosa crescita in termini di fornitori, prodotti e innovazione e di conseguenza una vasta gamma di asset differenziati».
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

