L’outlook appena presentato da Robeco per l’anno prossimo è incentrato su uno scenario base di un buon andamento dell’economia globale l’anno prossimo
Questo soprattutto grazie agli Usa che continuano a crescere in maniera più robusta rispetto alla loro media storica. In generale infatti anche l’aumento recente della disoccupazione sembra essere stato generato da numeri particolarmente robusti a livello di immigrazione e non da un deterioramento visibile dell’offerta di lavoro.
Per la casa olandese dunque la Federal Reserve farebbe bene a mantenere un atteggiamento di cautela, in quanto non vi sono al momento ampi spazi per potere mettere a segno della crescita economica senza un ritorno delle spinte inflattive.
Infatti va ricordato che comunque l’America sta continuando a operare una politica fiscale estremamente espansiva, peraltro la nuova amministrazione Trump sembra orientata a implementare un nuovo round di tagli alle tasse, cosa che dovrebbe generare un ulteriore impulso al pil statunitense.
Se spostiamo l’attenzione sull’Europa vediamo come pure dalle nostre parti il cielo si stia schiarendo: vi sono infatti segnali di ripresa da quella che ormai da tempo è l’area di debolezza del nostro continente ossia i consumi. Tutto ciò sembra segnalare come nell’Eurozona il peggio degli effetti del ciclo di innalzamento del costo del denaro sia ormai alle spalle.
Il fenomeno dovrebbe continuare grazie a tassi di risparmio dei cittadini più alti che aldilà dell’oceano, i quali forniscono un discreto cuscinetto alle prospettive future di acquisto, a costi energetici in calo (YTD il petrolio è in discesa di circa il 17%) nonché a una rinnovata azione sul fronte fiscale.
Infatti l’atteggiamento non proprio benevolo nei confronti dell’Europa da parte dell’Amministrazione che sta per insediarsi probabilmente spingerà le Autorità dell’UE verso politiche volte a stimolare la domanda domestica. Un più robusto andamento del pil nominale peraltro aiuterebbe non poco nazioni come l’Italia e la Francia a stabilizzare il rapporto debito/pil.
Boris Secciani
Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.

