Gli esperti di abrdn si soffermano sui rischi e le opportunità legate alle politiche che saranno implementate dal nuovo esecutivo. Le small cap saranno davvero le favorite?
Lizzy Galbraith, Political Economist di abrdn ha commentato:
Nei prossimi giorni e settimane ci aspettiamo una pioggia di ordini esecutivi in materia di immigrazione, tariffe e deregolamentazione, mentre la nuova amministrazione inizia a lavorare sulle sue priorità. Questi ordini forniranno indizi sulla direzione generale della politica.
Per quanto riguarda gli scambi commerciali, ci aspettiamo che Trump ripristini almeno alcuni dazi verso la Cina al livello implementato durante il suo primo mandato come primo passo immediato, e da lì potrebbe esserci un aumento costante.
Potrebbe anche avviare indagini commerciali ai sensi della Section 301 nei confronti di Messico, Canada e UE, il che sarebbe un precursore dell’aumento dei dazi.
In definitiva, le nostre previsioni di base sugli scambi commerciali prevedono un aumento significativo dei dazi nei confronti della Cina, ma un approccio più mirato per settore e prodotto con gli altri Paesi, evitando una tariffa di base globale.
Ma un uso più espansivo dei poteri di emergenza relativi al commercio, compresa l’invocazione dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), potrebbe indicare che la politica commerciale si sta avvicinando al nostro scenario di “Trump scatenato”.
Paul Diggle, Chief Economist di abrdn aggiunge:
La view di abrdn resta positiva sulle azioni dei mercati sviluppati, grazie a una forte crescita degli utili negli Stati Uniti e un probabile ampliamento di player vincenti nel settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale, che forniscono una base fondamentale per la performance del mercato azionario. Tuttavia, le elevate valutazioni delle azioni statunitensi comportano dei rischi, con il divario di valutazione tra i titoli statunitensi e quelli europei che ha raggiunto un livello record. Questo fa sì che il posizionamento sia ancora relativamente ridotto.
Secondo abrdn, inoltre, i prossimi cambiamenti nella politica statunitense porteranno incertezza, ma nel complesso è probabile che avvantaggeranno in modo sproporzionato le imprese statunitensi, in particolare le small cap. Il programma di deregolamentazione perseguito dall’amministrazione Trump probabilmente indurrà la Federal Trade Commission agevolare le attività di fusione e acquisizione, allentando al contempo le norme sul capitale bancario e concedendo maggiori permessi di esplorazione energetica. I tagli alle imposte sulle società tenderanno a beneficiare maggiormente le aziende più piccole, mentre i dazi colpiranno in modo sproporzionato le imprese esposte a livello internazionale.
Tuttavia, a livello di singoli gestori di fondi, possono esservi delle sfumature. Kirsty Desson, gestore del fondo abrdn Global Smaller Companies, sottolinea che:
Se da un lato la solidità dei dati macro statunitensi continua a sorprendere gli investitori, dall’altro da una prospettiva bottom-up sembra che parte dell’ottimismo sia stato preso in considerazione. I dati di BoA mostrano che il mercato delle small cap statunitensi sta prezzando un rendimento annualizzato dell’8% a 10 anni. Questo valore è grosso modo in linea con i rendimenti di lungo periodo (10 anni) generati dal benchmark. Allo stesso tempo, le previsioni sugli utili delle small cap sono superiori alla media. L’insieme di questi elementi suggerisce che il mercato appare vicino al fair value in relazione all’andamento storico. Come sempre, esistono opportunità specifiche in titoli di alta qualità che hanno la capacità di crescere indipendentemente dal mercato; tuttavia, a livello di indice, è giustificata una ponderazione neutrale in un contesto globale.
Redazione
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