Katie Koch, Chief Executive Officer, TCW
Negli ultimi vent’anni i mercati azionari pubblici statunitensi hanno subito la forte concorrenza dei mercati privati. Con l’aumento della quota di mercato dei private market a scapito di quelli pubblici, oggi Wall Street conta il 50% di società in meno rispetto a vent’anni fa.
Nell’ambito del credito alternativo, inoltre, pensiamo di essere nelle primissime fasi di un processo di disintermediazione dei mercati dei titoli a reddito fisso a favore del private market.

Oggi per un CFO la decisione di quotare o meno in Borsa la parte azionaria della struttura patrimoniale della propria azienda, può risultare relativamente semplice, mentre più complesso è il processo decisionale per chi si occupa della parte creditizia della struttura del capitale.
Questo è dovuto alle numerose operazioni esistenti per finanziare un’attività, è possibile essere presenti contemporaneamente sui mercati pubblici e privati del credito, così come si può essere un emittente IG e non IG, ottenere prestiti garantiti dai flussi di cassa, dai propri beni o tramite strumenti cartolarizzati.
L’asset class del private credit esiste da molto tempo e il suo impiego è aumentato nel periodo successivo alla crisi finanziaria globale. I finanziamenti garantiti da attività (asset backed finance) sono invece più recenti.
ASSET BACKED FINANCE
L’asset backed finance ha avuto un grande successo ed è sempre più vista come il sostituto nel private market dell’high yield, tanto che ora le dimensioni dell’asset backed finance sono pari a quelle del mercato dei titoli high yield.
L’asset backed finance è nelle sue fasi iniziali, per un mercato stimato in 1,5-1,8mila miliardi di dollari, anche se il mercato potenziale è probabilmente più ampio. Pertanto, ritengo che nei prossimi dieci anni i portafogli obbligazionari subiranno profondi cambiamenti nella loro struttura.
Gli ultimi due anni nel settore del credito alternativo sono stati caratterizzati dalla volatilità e dall’incertezza. All’inizio di questa evoluzione del mercato, abbiamo rilevato un eccesso di ottimismo nella concessione dei prestiti. Lo scorso anno abbiamo sottolineato più volte che stavamo assistendo a un’ondata di prestiti e sottoscrizioni di fronte a un indebolimento dei covenant.
Assisteremo, quindi, a una forte dispersione nelle performance dei gestori di private credit a seconda dell’andamento dei loro investimenti effettuati negli ultimi due anni. Considerando le performance, anche a causa delle tensioni macroeconomiche in arrivo, pensiamo che il 2025 possa essere uno dei periodi più interessanti in termini di rendimenti disponibili nel settore del private credit.
In questo contesto, quello che stiamo cercando di fare è adottare un approccio molto conservativo al credito, concentrandoci sulla concessione di prestiti nel segmento middle market, con contratti molto rigorosi.
Rifiutiamo molte richieste e investiamo con ponderazione e senza fretta: pensiamo che questa sia la strategia che si rivelerà vincente in questo mercato.
A causa delle tensioni macroeconomiche, nel breve-medio termine inizieremo a vedere alcuni fallimenti in questa asset class, che saremo ben preparati a evitare.
Redazione
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