Adrian Fritz, Head of Research di 21Shares

Da quando si è tenuta la Bitcoin conference a Las Vegas, tra il 27 e il 29 maggio, uno degli argomenti su cui si è più discusso nel mondo cripto è il cosiddetto Guiding and Establishing National Innovation for US Stablecoins (GENIUS) Act.
Un disegno di legge che, nel momento in cui si scrive, sta proseguendo speditamente nel suo iter al Senato degli Stati Uniti e che sembra raccogliere un discreto consenso bipartisan.
Se la procedura non registrerà interruzioni, l’approvazione finale è prevista per la fine di giugno e verosimilmente inizierà a essere applicata dal terzo trimestre di quest’anno.
Ma che cos’è e cosa prevede questo GENIUS Act?
In parole semplici, questo provvedimento mira a creare la prima regolamentazione univoca e omnicomprensiva a livello federale per quanto riguarda i pagamenti in stablecoin. Dove per stablecoin si intendono quelle criptovalute progettate per mantenere un valore costante, ancorato a quello di una valuta fiat – nella maggior parte dei casi al dollaro.
Più nello specifico, l’intenzione è quella di creare un quadro normativo per tutti gli stakeholder coinvolti, tra cui anche l’OCC e la Federal Reserve, che definisca in maniera chiara e univoca chi è abilitato a emettere stablecoin. E come queste devono essere garantite (in rapporto 1:1 attraverso denaro contante o Treasury a breve scadenza). In questo modo sarebbe finalmente possibile mettere al bando attività di marketing fuorvianti, prodotti non autorizzati ed enti stranieri in grado di bypassare la supervisione dell’autorità statunitense.
Perché questa legge è così importante per gli investitori?
Innanzitutto, perché incentiva l’adozione di asset digitali fornendo una maggiore trasparenza normativa e legittimità a un segmento in rapida espansione come quello delle stablecoin ancorate al dollaro.
Proprio come gli ETF hanno spinto la domanda di chi voleva investire in Bitcoin, questo provvedimento potrebbe sbloccare nuove applicazioni nell’ambito della finanza su blockchain, attirando milioni di potenziali utenti.
Infatti, anche se per il grande pubblico possono non essere famose come BTC o ETH, le stablecoin sono già un prodotto nativo digitale molto diffuso, che funge da spina dorsale per pagamenti, trading e collateral nell’ambito della finanza decentralizzata (DeFi).
Pertanto, se il GENIUS Act dovesse diventare legge, è probabile che queste domineranno il pagamento delle commissioni non solo su Ethereum, ma anche su network importanti come Solana e altre piattaforme emergenti Layer 2, segnando un cambiamento fondamentale nel modo in cui il valore si muove attraverso gli ecosistemi blockchain.
Questo atto non riguarda solo la chiarezza normativa. E’ una rivoluzione strutturale che potrebbe accelerare significativamente l’adozione delle stablecoin e consolidarne il ruolo al centro dell’economia delle criptovalute.
Negli ultimi dodici mesi, i volumi scambiati hanno superato i 7.000 miliardi di dollari. Mentre la capitalizzazione di mercato totale è aumentata di oltre 100 miliardi. Il tutto nonostante la persistente incertezza normativa che regnava in questo segmento.
Se l’emissione di stablecoin venisse autorizzata a livello federale, si potrebbero aprire le porte a investitori istituzionali, fornitori di servizi di pagamento e persino enti sovrani. Con l’espansione dei casi d’uso che ne deriverebbe, parte di quel capitale confluirà inevitabilmente in token nativi come Ether e SOL, essenziali per le transazioni sulle rispettive reti.
Questo è un punto importante per chi ha investito tramite ETF, in quanto significa che un maggiore impiego di stablecoin genera più transazioni, aumenta la domanda di nuovi blocchi e incrementa i ricavi del protocollo, gran parte dei quali confluiscono nei token nativi.
Di conseguenza, la crescente attività delle stablecoin può rafforzare la valutazione a lungo termine di asset come Ethereum, Solana e persino Bitcoin. In questo senso, il GENIUS Act non si limita a legittimare una determinata asset class, ma rafforza anche la tesi di investimento per le blockchain che la supportano.
Redazione
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