“Il contesto di mercato attuale rimane ancora permeato da grande incertezza”. È questo l’incipit della presentazione dell’outlook di metà anno fatta da Maria Paola Toschi, global market strategist di J.P. Morgan Asset Management
NESSUNA RECESSIONE NEGLI USA
I fattori che contribuiscono all’attuale stato delle cose, secondo l’asset manager, sono diversi: dai dazi statunitensi che sono per il momento scesi dai livelli annunciati lo scorso 2 aprile, ma rimangono elevati, all’incognita dei conti pubblici americani, che dovrebbero registrare un aumento del debito alla luce del budget appena approvato.
Le famiglie e le imprese sono in una situazione di attesa per capire quale sarà l’evoluzione della situazione, visto che l’introduzione di nuove tariffe potrebbe incidere sulla capacità di spesa e di investimenti. A ciò si aggiunge l’effetto inflativo che la politica commerciale e quella migratoria americana potrebbe avere sui consumi e sul mercato del lavoro.
Tuttavia, l’economia privata degli Stati Uniti rimane resiliente, come testimoniato dagli utili aziendali e le dinamiche in atto non fanno pensare a una prossima recessione. La stessa “One, Big, Beautiful Bill” dovrebbe offrire ulteriore sostegno all’attività economica.
IL RITORNO DELL’EUROPA?
Nel resto del mondo non si intravedono criticità, ma sono presenti politiche monetarie espansive e stimoli fiscali: è il caso dell’Europa dove le famiglie potrebbero essere incoraggiate a spendere e le imprese beneficiare dai nuovi piani di investimenti legati, sia alle misure decise dalla Germania, sia all’aumento del budget per la difesa. In aggiunta, il Vecchio continente mostra un livello di sostenibilità del debito superiore a quello degli Usa.
J.P. Morgan Asset Management si attende che il divario di crescita tra gli Stati Uniti e il Vecchio continente si riduca, nonostante sia ancora prematuro ipotizzarne il comportamento nel più lungo periodo.
La Cina rimane il Paese più sotto pressione, situazione testimoniata anche dal reindirizzo delle politiche di esportazione, fuori dagli Usa e verso altri mercati.
Se è vero che il Dragone è sempre molto rapido a modificare le proprie politiche, attraverso piani di stimolo e misure monetarie espansive, è fuori di dubbio che la crisi dell’immobiliare non è pienamente risolta e la fiducia dei cinesi è ancora bassa. Tuttavia, non va neppure dimenticata la capacità innovativa della nazione, di cui DeepSeek è l’esempio più eclatante.
DIVERSIFICAZIONE REGIONALE
In un simile contesto, l’asset manager consiglia di utilizzare strategie di diversificazione azionaria regionale e basate sul reddito. Le aspettative sulla crescita degli utili, rispetto all’inizio del 2025, sono state riviste al ribasso, ma sono da considerarsi ancora positive nonostante le valutazioni, soprattutto quelle americane, rimangono ricche.
Alla luce di ciò, cercare valore in aree diverse dagli Stati Uniti potrebbe proteggere i portafogli nel caso il settore tecnologico statunitense dovesse essere penalizzato dalla riduzione degli investimenti delle aziende. Inoltre, molti settori europei stanno quotando a uno sconto molto elevato rispetto alle controparti americane.
Un’altra strategia consigliata sul mercato azionario è l’investimento in titoli ad alto dividendo, che potrebbero amplificare i ritorni in periodi incerti.
RICERCA DI INCOME
Per i mercati del reddito fisso, l’asset manager ritiene che le obbligazioni svolgano ancora un ruolo importante all’interno di un portafoglio. I mercati sono stati volatili, ma per due anni sempre all’interno di un range, che potrebbe variare nel caso si verifichi una recessione o il riaccendersi dell’ inflazione.
Il debito sovrano americano offre rendimenti attrattivi ed è molto più sano, rispetto al periodo del Qe, per la maggiore presenza di investitori istituzionali, più sensibili all’andamento dei prezzi. Nonostante il restringimento degli spread, il mercato del credito è giudicato interessante per i rendimenti offerti, cosi come le obbligazioni dei paesi emergenti, dove le diverse banche centrali potrebbero adottare politiche monetarie espansive.
RISCHIO INFLAZIONE
Nonostante J.P. Morgan Asset Management non veda nell’immediato una recrudescenza dell’inflazione, nello specifico negli Usa, vede nell’utilizzo degli investimenti alternativi un modo per fornire una copertura contro l’aumento dei prezzi al consumo (come ha insegnato il 2022).
DIVERSIFICAZIONE VALUTARIA
Le oscillazioni valutarie potrebbero aggravare le perdite degli attivi statunitensi in diversi scenari di risk-off. Occorre prestare attenzione all’esposizione al biglietto verde e considerare la possibilità di coprire le posizioni in Usd.
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

