I bond dell’eurozona tornano a offrire opportunità. Il contesto macroeconomico dei mercati obbligazionari dell’Eurozona sta diventando sempre più favorevole grazie all’evoluzione dei quadri politici e delle dinamiche fiscali. Robert Tipp, chief investment strategist, fixed income e head of global bonds di PGIM

Dinamiche del debito sovrano
I livelli del debito sovrano nell’Eurozona sono aumentati vertiginosamente a seguito della crisi finanziaria globale e sono cresciuti ulteriormente durante la pandemia. Sebbene i progressi nella riduzione di questi livelli elevati di debito siano stati disomogenei, diversi Paesi periferici hanno compiuto passi significativi nel consolidamento fiscale. Per esempio, Paesi come il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda hanno ridotto il loro rapporto debito/PIL dai massimi raggiunti durante la pandemia, riflettendo traiettorie di crescita più solide e una gestione fiscale disciplinata. Al contrario, Francia e Belgio continuano a lottare con livelli di debito elevati e non hanno ancora dimostrato miglioramenti significativi.
La Germania, la più grande economia dell’UE, si distingue per un profilo di debito che rimane praticamente invariato rispetto a prima della crisi finanziaria, ma il suo rapporto debito/PIL è sostanzialmente inferiore a quello della maggior parte dei suoi omologhi e degli Stati Uniti.
Valore relativo e struttura di mercato
Per gli investitori istituzionali, il valore relativo delle obbligazioni dell’Eurozona è molto interessante. I tagli dei tassi da parte della BCE hanno portato il tasso di riferimento al 2%, mentre i rendimenti dei titoli a più lunga scadenza sono aumentati dall’inizio dell’anno, determinando valutazioni interessanti e curve dei rendimenti notevolmente più ripide rispetto a quelle osservate negli Stati Uniti. Con copertura dal rischio di cambio, gli investitori con sede negli Stati Uniti beneficiano della curva dei rendimenti più ripida dell’Europa, con un sostanziale aumento dei rendimenti ex ante quando coprono l’esposizione in euro con il dollaro, grazie ai tassi front-end più bassi nell’area euro rispetto agli Stati Uniti.
La gestione attiva è importante. I rischi fiscali variano in modo significativo all’interno dell’area euro, con Francia e Belgio che presentano profili meno rassicuranti rispetto ai Paesi periferici che hanno compiuto progressi nella riduzione del debito.
Nel settore delle obbligazioni societarie, gli spread sono ridotti, ma i rendimenti complessivi rimangono interessanti sia dal punto di vista storico che rispetto ad altri mercati sviluppati. In termini di rendimento per unità di rischio di credito, le obbligazioni europee offrono spread simili a quelli delle obbligazioni societarie statunitensi, ma generalmente con durate medie più brevi e quindi una minore volatilità.
Redazione
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